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25/07/2018

«Appalti, monitorare ribassi e trasparenza»

La Sicilia

Elaborata una proposta concreta e unitaria delle associazioni dei costruttori edili e degli artigiani siciliani inviata ieri all'assessore regionale alle Infrastrutture, Falcone, per «evitare il condizionamento delle gare»
DANIELE DITTA P ALERMO . Calmierare i ribassi elevati, incrementare la trasparenza ed evitare la possibilità che l'esito delle gare d ' appalto venga in qualsiasi modo condizionato. C ' è tutto questo nella proposta unitaria che le associazioni dei costruttori edili Ance Sicilia, Cna e Cna Costruzioni, Anaepa Confartigianato, Creda, Legacoop, Agci, Casartigiani e Claai hanno messo ieri sul tavolo dell'assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone. «Un meccanismo assolutamente imprevedibile, che scatta al momento di apertura delle buste e che calcola, sulla base di tutte le offerte presentate, la soglia di aggiudicazione in un senso del tutto casuale, che può essere al rialzo o al ribasso. Nessuno, dunque, può organizzare "combine" o turbative prima dello svolgimento dell'asta». È questa in sintesi la formula individuata per i bandi di importo inferiore alla soglia comunitaria, pari attualmente a due milioni di euro. «L ' assessore Falcone - si legge in una nota congiunta - allertato sul fatto che con la legge regionale in vigore gli appalti in Sicilia vengono ormai costantemente aggiudicati con ribassi attorno al 40%, avendo ricevuto da ogni associazione singole proposte di modifica, ha chiesto in tempi brevi una sintesi unitaria». Detto, fatto. Secondo il vicepresidente di Ance Sicilia con delega ai Lavori pubblici, Carmelo Salamone, «le associazioni delle imprese siciliane di costruzioni edili hanno redatto una bozza di modifica del metodo di aggiudicazione che comprime al massimo, anzi elimina, la possibilità di influenzare l'esito della gara e che, quindi, fa in modo che le procedure possano essere esperite nella massima trasparenza e legalità e che siano calmierati i ribassi esageratamente alti». Adesso la palla passa alla Regione. Tant ' è che Salamone, dopo aver ringraziato l'assessore Falcone per la volontà dimostrata concretamente di portare in Giunta e all'Ars «una proposta di modifica che riporti ordine e credibilità in un settore che la crisi ha trasformato in una giungla», e anche le associazioni per l'impegno di trovare rapidamente un percorso condiviso, confida che «tutte le istituzioni competenti e le forze politiche contribuiscano con identico spirito a portare presto all'approvazione di un provvedimento fortemente atteso dalle piccole e medie imprese sane che vengono quotidianamente scalzate da una concorrenza sleale favorita da una legge fatta male». Da Roma, intanto, arrivano notizie sulla riforma del Codice degli appalti. A comunicarle è il premier Giuseppe Conte in persona, spiegando che «il Codice degli appalti non è entrato nel decreto milleproroghe», ma è allo studio del governo un intervento normativo ad hoc «perché - aggiunge il presidente del Consiglio - riteniamo che la stasi degli ultimi tempi lo richieda, come ha detto anche Raffaele Cantone. Ci stiamo lavorando, ho costituito un tavolo tecnico presso la presidenza, dove siedono i ministri competenti, tra cui Toninelli e Tria. Intervenire su un codice molto corposo e complesso non è semplice. Se ci riusciremo presto o dopo la pausa agostana è difficile prevederlo». Per le associazioni di categoria, la riforma del Codice nazionale rappresenta una leva fondamentale per risollevare il sistema degli appalti, che in Sicilia registra un vero e proprio crollo verticale. Nell ' arco di un decennio, ovvero dall ' inizio della crisi economica ad oggi, nella nostra regione la quota appalti è costantemente calata, passando da 1.238 unità nel 2007 a 121 nel 2017. Verso il basso anche gli investimenti, che dieci anni fa superavano il tetto di 1,2 miliardi di euro, mentre l ' anno scorso sono andati di poco oltre i 176 milioni. In termini percentuali, per entrambi le voci la riduzione è stata del 90% circa. Il punto di maggiore crisi da due anni a questa parte, con la contrazione di investimenti che di fatto blocca tante opere pubbliche cantierabili, già finanziate con i soldi dei contribuenti e non ancora avviate. Grandi e piccole incompiute, tra le quali spiccano gli interventi sugli edifici scolastici, sugli spazi pubblici urbani, sulla manutenzione e sulla sicurezza delle strade, nonché la realizzazione di nuove arterie viarie nell ' Isola. LAVORATORI IN PIAZZA PALERMO. In piazza Pretoria, davanti alla sede del Comune di Palermo, si è tenuto il presidio dei 980 lavoratori del Coime, da mesi in attesa degli adeguamenti contrattuali e degli arretrati. Spiega il coordinamento del Coime di Feneal Uil, Filca Cisl e Fgilla Cgil: «Per continuare ad avere fiducia nel percorso avviato dal Comune serve un segnale netto. Non possiamo più dire ai lavoratori che i soldi arriveranno con l ' approvazione del bilancio». I sindacati degli edili intanto hanno confermato il sit-in di oggi alle 15 in piazza Pretoria per continuare la protesta.

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