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11/06/2020

Appalti milionari ora i contratti sono a rischio

La Repubblica - Ernesto Ferrara

La situazione per Firenze e Metrocittà
Se scatta l'interdittiva antimafia possibile il cambio di gestore
«Dopo attento esame della documentazione l'Amministrazione si riserva di prendere decisioni», dicono subito da Palazzo Vecchio. E anche dalla Città metropolitana predicano cautela e prudenza rimandando eventuali scelte ad una fase successiva, a verifiche approfondite e agli sviluppi giudiziari della vicenda. Il clamore dell'indagine non spinge le amministrazioni a sbarazzarsi di Avr, che oggi dovrebbe produrre una relazione dettagliata sull'inchiesta agli enti appaltanti.
Eppure un fantasma si aggira già per le stanze del Comune e dell'ex Provincia, che con la ditta hanno appalti milionari in corso, come del resto anche Pisa: è vero che sono molto forti le possibilità che un amministratore giudiziario affianchi il management della società permettendo la continuità del servizio, ma lo scenario peggiore non è ancora escluso. Se la ditta fosse colpita da un'interdittiva antimafia a rischiare potrebbero essere gli stessi contratti vigenti e tornerebbero in pista gestioni dirette o nuovi affidamenti, Non un'eventualità scontata ma nemmeno così remota. Per i mille chilometri delle strade urbane fiorentine e per arterie strategiche come la Firenze-Pisa-Livorno un'estate con lo spauracchio di un cambio-gestore è ora servita. E scoppia anche il caos della politica, con le opposizioni in rivolta: «Si avvii subito procedura di revoca dell'appalto» invoca la Lega col capogruppo Federico Bussolin e altrettanto chiede Alessandro Draghi di Fratelli d'Italia. «La magistratura dovrà proseguire il suo percorso. La politica però ha bisogno di segnare una forte e consapevole discontinuità rispetto al panorama che viene offerto da questa inchiesta Avr» chiedono da sinistra Antonella Bundu e Dimitri Palagi. Non è del resto banale la quantità di appalti toscani della società finita ora al centro dell'inchiesta di Reggio Calabria, ma già da tempo nel mirino di attacchi politici, anche un'interpellanza in Senato dei 5 Stelle di fine 2019. Ora il terremoto scuote gli enti toscani. Soprattutto Palazzo Vecchio. A luglio 2018 Avr spa - in un raggruppamento d'imprese con Sodi Strade srl, Smart Engeenering srl e Hydea srl - si è aggiudicata la gara del cosiddetto "Global Service" della rete stradale del Comune di Firenze, mega appalto da poco meno di 37 milioni in tre anni per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade. In sostanza la ditta oggi accusata di avere legami con la 'ndrangheta a Firenze è responsabile praticamente di tutte le attività e dei lavori sulle strade. E lo sarà fino all'estate del 2021. L'appalto, rinnovabile per altri tre anni, prevede un call center sempre attivo e interventi di riparazione delle buche nel giro di 24 al massimo.
Non che fin qui sia andata benissimo. A gennaio scorso, in seguito alle polemiche per la morte dello studente universitario Niccolò Bizzarri, caduto in una buca di piazza Brunelleschi, il sindaco Dario Nardella spiegò di non avere contestazioni da fare ad Avr per il periodo fino all'estate del 2019, aggiungendo però di avere riserve sulle prestazioni degli ultimi mesi. E del resto gli ultimi dati dicono che una buca su 3 tra quelle segnalate alla ditta non viene coperta. Anche per conto della Città metropolitana gli appalti di Avr sono rilevanti: nel 2018 è stata rinnovata alla ditta per 4 anni la gestione della FiPiLi, nel 2019 quella di alcune strade provinciali della zona del Chianti, gare per complessivi 40 milioni, 10 l'anno. Se non altro una buona notizia per la Metrocittà è la ripartenza della procedura per la variante di Grassina, attesa da decenni.

Foto: kSulla strada Lavori stradali su un tratto della FiPiLi