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20/06/2020

Appalti, l’importo dell’anticipo può aumentare fino al 30 per cento Contratti pubblici

Guida al Diritto - Davide Ponte

MISURE PER LE INFRASTRUTTURE Il Dl Rilancio/3
Anche il più lungo e articolato decreto legge della storia della Repubblica, teso al rilancio del Paese colpito dai tragici effetti della pandemia da Covid19, non poteva non intervenire a modificare il codice dei contratti pubblici. Se in generale negli anni è parso che l'unificazione in un unico codice abbia facilitato la via della continua modifica invece che agevolato l'auspicata semplificazione e certezza del diritto, obiettivo di ogni codificazione, con particolare riferimento al decreto Rilancio le novità in materia appaiono invero limitate, intervenendo su di una norma già da poco incisa con il decreto cura Italia (articolo 91 del Dl n. 18 del 2020, al cui recente commento si rinvia), sempre al fine di superare i cronici ritardi nei pagamenti degli appalti e ridare liquidità alle imprese. Come noto, l'articolo 35 del codice degli appalti statuisce che sul valore del contratto di appalto viene calcolato l'importo dell'anticipazione del prezzo pari al 20 per cento da corrispondere all'appaltatore entro quindici giorni dall'effettivo inizio della prestazione, oltre a disciplinare la conseguente fase esecutiva Disposizioni urgenti per la liquidità delle imprese appaltatrici (Dl 34/2020, articolo 207) L'articolo 207 del decretone dispone, al comma 1, che - nei casi di procedure di gara i cui bandi o avvisi siano già stati pubblicati alla data di entrata in vigore del presente decreto nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, alla medesima data siano già stati inviati gli inviti a presentare le offerte ma non siano scaduti i relativi termini e in ogni caso per le procedure disciplinate dal codice dei contratti pubblici, avviate a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino alla data del 30 giugno 2021 - l'importo dell'anticipazione prevista dall'articolo 35, comma 18, a favore dell'appaltatore possa essere incrementato fino al 30 per cento , nei limiti delle risorse stanziate per ogni singolo intervento a disposizione della stazione appaltante. La norma opera in deroga a quanto ordinariamente previsto dal comma 18, che fissa l'importo massimo dell'anticipazione al 20 per cento. Al comma 2 si prevede poi che, fuori dei casi previsti dal comma 1, l'anticipazione del prezzo (sempre nel limite massimo del 30 per cento) possa essere riconosciuta anche a favore degli appaltatori che hanno già usufruito di un'anticipazione contrattualmente prevista ovvero che abbiano già dato inizio alla prestazione senza aver usufruito di anticipazione. Il contesto Come già di recente rilevato sulle pagine di questa rivista, l'articolo 91 del cura Italia (comma 2) aveva novellato lo stesso comma 18 dell'articolo 35 in esame prevedendo che l'erogazione dell'anticipazione del prezzo a favore dell'appaltatore sia consentita anche nel caso di consegna in via d'urgenza di lavori, servizi o forniture ai sensi dell'articolo 32, comma 8, dello stesso codice. In materia, l'Autorità di settore , con la deliberazione 14 novembre 2018 n. 1050 ha chiarito che non sussiste alcun divieto o limite per l'anticipazione del prezzo nelle procedure sotto soglia europea. Infatti, secondo l'Anac l'istituto ha la finalità di consentire all'appaltatore di affrontare le spese iniziali necessarie all'esecuzione del contratto, assicurando la disponibilità delle stesse nella delicata fase di avvio dei lavori e di perseguire il pubblico interesse alla corretta e tempestiva esecuzione del contratto. Il comma secondo completa la disciplina di rilancio tramite liquidità prevedendo, per le ipotesi escluse dagli effetti del comma 1, che l'anticipazione possa essere riconosciuta, per un importo non superiore complessivamente al 30 per cento del prezzo e comunque nei limiti e compatibilmente con le risorse annuali stanziate per ogni singolo intervento a disposizione della stazione appaltante, anche agli appaltatori che hanno già usufruito di un'anticipazione contrattualmente prevista ovvero agli appaltatori che abbiano già dato inizio alla prestazione senza aver usufruito di anticipazione. La norma specifica - con una previsione di tutela che tuttavia inciderà inevitabilmente sui costi e sull'effettività della misura, rispetto alle esigenze di rapidità delle imprese - che, in tal caso, debba farsi applicazione delle previsioni in materia di garanzia fideiussoria di cui al secondo, terzo, quarto e quinto periodo dello stesso comma 18. Tali norme, come noto, stabiliscono che l'erogazione dell'anticipazione vada subordinata alla costituzione di garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa di importo pari all'anticipazione maggiorata del tasso di interesse legale applicato al periodo necessario al recupero dell'anticipazione stessa secondo il cronoprogramma della prestazione. La garanzia è rilasciata da imprese bancarie autorizzate ai sensi del Dlgs n. 385 del 1993 o assicurative autorizzate alla copertura dei rischi ai quali si riferisce l'assicurazione e che rispondano ai requisiti di solvibilità previsti dalle leggi che ne disciplinano la rispettiva attività. La garanzia può essere, altresì, rilasciata dagli intermediari finanziari iscritti nell'apposito albo degli intermediari finanziari di cui all'articolo 106 dello stesso decreto 385 citato. L'importo della garanzia viene gradualmente e automaticamente ridotto nel corso delle prestazioni , in rapporto al progressivo recupero dell'anticipazione da parte delle stazioni appaltanti. Il beneficiario decade dall'anticipazione , con obbligo di restituzione, se l'esecuzione delle prestazioni non procede , per ritardi a lui imputabili , secondo i tempi contrattuali. Anche tale previsione rischia di minare l'operatività immediata, seppur è auspicabile che gli eventuali contenziosi siano rinviati alla fase post emergenza ovvero post esecuzione del rapporto. La norma opera in deroga a quanto previsto dal codice degli appalti che fissa l'importo massimo dell'anticipazione al 20 per cento
Il beneficiario decade dall'anticipazione , con obbligo di restituzione, se l'esecuzione non procede , per ritardi a lui imputabili