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03/08/2021

«Appalti irregolari». Indagati due funzionari

QN - Il Resto del Carlino

GAGLIOLE di Paola Pagnanelli Un dipendente e un ex dipendente del Comune di Gagliole sono sotto accusa, indagati per turbativa d'asta, abuso d'ufficio, peculato e, per uno dei due, anche corruzione in merito a 58 appalti. La Guardia di finanza, completati gli accertamenti, oltre a una serie di irregolarità nella gestione dei cantieri, ipotizza anche un danno erariale di oltre 300mila euro. Ma i due respingono le accuse. Nel mirino sono finiti Paolo Paoletti, ex responsabile del servizio finanziario oggi in pensione, e Bruno Carovana, responsabile dell'ufficio tecnico. L'operazione, chiamata «Hybris», è stata condotta dalla Tenenza di Camerino. Nell'ambito delle attività volte al monitoraggio della regolarità degli appalti pubblici nel contesto della ricostruzione post-sisma, le Fiamme gialle camerti hanno condotto una capillare attività di polizia giudiziaria. Dopo l'esposto di un sindaco del Comune, i militari diretti dal tenente Francesco Di Prinzio hanno individuato alcune situazioni di opacità. Secondo l'accusa, sarebbero state emesse determinazioni in bianco, con oggetto generico, inesistente oppure difforme dal contenuto della determinazione, procedendo alla scrittura delle stesse in epoca successiva rispetto alla presa in carico e protocollazione, per aggirare i controlli affidati all'organo politico. Per l'accusa in questo modo molti lavori erano assegnati ai soliti imprenditori senza il rispetto delle regole. Tali condotte avrebbero violato le norme sull'impegno di spesa bypassando i principi di economicità, imparzialità, pubblicità e trasparenza della pubblica amministrazione. I funzionari, oltre a evitare i controlli, avrebbero ostacolato la funzione del consiglio comunale gestendo, attraverso le proprie condotte, le risorse pubbliche in modo del tutto discrezionale, da qui il nome dell'operazione, «Hybris», l'eccesso di orgoglio esecrato dalla cultura greca. Le attività investigative avrebbero fatto emergere irregolarità in 58 appalti, per oltre due milioni. Una ventina di appalti, per circa 65mila euro, riguardano opere legate al post sisma come puntellamenti, demolizioni, ripristini e delocalizzazioni di attività produttive. Alcune somme destinate ai privati dopo il sisma del 1997, oltre 6mila euro, sarebbero state usate per scopi diversi. Paoletti è accusato anche di corruzione perché avrebbe ricevuto 5mila euro per favorire una ditta in una gara d'appalto. Il sostituto procuratore Enrico Barbieri ha inviato agli indagati l'avviso di conclusione delle indagini, e ora entrambi, difesi dagli avvocati Mario Cavallaro e Paolo Carnevali, potranno dare la propria versione: tutti e due respingono le accuse e contano di dimostrare in tribunale la propria correttezza. Gli episodi sono stati segnalati anche alla Corte dei conti.