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15/02/2020

Appalti, indicare il valore e l’importo a base d’asta

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

Negli atti di gara. Parere del Mit su procedure di affidamento
Negli atti di gara di un appalto è necessario indicare sia il valore stimato dell'appalto sia la base d'asta. Lo ha specificato il ministero delle infrastrutture con il parere del servizio giuridico n. 581/2019 fornito sulla determinazione della base d'asta nelle procedure di affidamento di lavori, forniture e servizi. La vicenda posta all'attenzione del ministero riguardava un appalto di durata triennale per la gestione del servizio di biblioteca, con possibile estensione per un successivo triennio in base a quanto previsto dal l'articolo 63, comma 5 del codice che però mette due condizioni: che si tratti di «nuovi lavori o servizi consistenti nella ripetizione di lavori o servizi analoghi, già affi dati all'operatore economico aggiudicatario dell'appalto iniziale dalle medesime amministrazioni aggiudicatrici, a condizione che tali lavori o servizi siano conformi al progetto a base di gara e che tale progetto sia stato oggetto di un primo appalto aggiudicato secondo una procedura». E, come seconda condizione, che la possibile «estensione» sia stata «indicata sin dall'avvio del confronto competitivo nella prima operazione e l'importo totale previsto per la prosecuzione dei lavori o della prestazione dei servizi». Nasceva quindi il dubbio se il valore del contratto dovesse essere calcolato sul totale dei sei anni o soltanto sui tre anni. Nel parere reso dal dicastero di Porta Pia si fa presente come il Rup (Responsabile unico del procedimento) debba distinguere fra la nozione di importo a base d'asta e quella di valore stimato dell'appalto, che è l'importo massimo stimato come valore contrattuale dell'appalto secondo l'articolo 35, comma 4 del codice, elemento che si riferisce al valore stimato di un appalto pubblico. La base d'asta invece «si compone dell'importo a base d'asta soggetto a ribasso e dell'importo a base d'asta non soggetto a ribasso», per esempio la parte relativa ai costi della sicurezza. Il valore stimato dell'appalto deriva quindi « dalla somma dell'importo a base di gara (al netto di Iva e di altre imposte e contributi di legge, nonché degli oneri per la sicurezza dovuti a rischi da interferenze non soggetti a ribasso) e di eventuali opzioni, rinnovi, premi e pagamenti». A questo elemento il Rup deve fare riferimento per defi nire la disciplina applicabile e in particolare per stabilire se il contratto deve essere affi dato seguendo le norme previste per gli affi damenti di importo inferiore alla soglia di appalti della normativa europea oppure a quella sopra soglia Ue. La base d'asta, quindi, è un elemento utile all'operatore economico che partecipa alla gara e rappresenta il rappresenta il riferimento «per la presentazione delle offerte economiche»; in questo caso quindi risulta irrilevante l'eventuale opzione di estensione del contratto e non si deve tenere conto di tale opzione. Il parere si conclude precisando che negli atti di gara occorre specifi care entrambi i dati ( l'importo a base d'asta e il valore complessivo stimato dell'appalto, che comprenderà «tutte le eventuali opzioni» come peraltro specifi cato anche dal bando tipo Anac n. 1. © Riproduzione riservata