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10/09/2021

Appalti in cambio di voti capogruppo Pd imputato

La Repubblica - Chiara Spagnolo

L'INCHIESTA
Chiesto il rinvio a giudizio per Filippo Caracciolo, leader del partito in Regione: avrebbe favorito due imprese per una scuola e anche per l'impianto di trattamento per i rifiuti
● a pagina 3 Avrebbe abusato del suo ruolo di assessore regionale all'Ambiente per dirottare due gare d'appalto verso imprenditori amici, dai quali avrebbe ricevuto in cambio sostegno elettorale: Filippo Caracciolo, attuale capogruppo del Partito democratico in Regione, rischia un processo per corruzione e turbativa d'asta insieme ad altre otto persone, quattro funzionari pubblici e quattro imprenditori. La pm Savina Toscani ne ha chiesto il rinvio a giudizio, al termine dell'inchiesta della Guardia di finanza nata come costola di quella sugli appalti truccati all'Arca Puglia. L'udienza preliminare si terrà a gennaio e vedrà imputati, oltre a Caracciolo, Sabino Lupelli, all'epoca direttore Arca; Donato Lamacchia, dirigente dell'Ufficio lavori pubblici del Comune di Barletta e presidente della commissione di gara per la scuola media di Corato; Antonio Di Bari dirigente dell'Aro2 Bat; Antonio Di Biase direttore Amiu Puglia e componente della commissione per la gara dell'impianto dei rifiuti di Andria; gli imprenditori Massimo e Amedeo Manchisi della Caementarius; Alessandro Ermini e Rossano Degl'Innocenti della toscana Green Project. I presunti illeciti sarebbero stati commessi nella gara per la costruzione della scuola media Giovanni XXIII di Corato (vinta dalla Cons.Ital di cui Caementarius era consorziata) e in quella per l'impianto di trattamento rifiuti di Andria, del costo di 26 milioni, aggiudicata a un'ati di cui faceva parte Green Project. In questo secondo caso, a Caracciolo viene contestato di avere organizzato ripetuti incontri con gli imprenditori e tra questi ultimi e i funzionari pubblici che si sarebbero occupati della gara, «per discutere degli aspetti salienti della stessa» . A sostegno di tale tesi, i finanzieri hanno portato le foto scattate durante alcuni incontri in un bar del quartiere Poggiofranco e ipotizzato che Caracciolo avesse assicurato a Di Biase e Di Bari il loro inserimento nel suo gruppo di lavoro in assessorato. Inoltre viene contestato che dalla Green Project sarebbe stata costituita una società di consulenza, la Biobat, con sede nello stesso luogo della Cannone di cui Caracciolo era direttore tecnico. Coincidenze di cui la Procura chiederà conto in udienza preliminare e a cui gli indagati avranno modo di replicare tramite i loro avvocati (Michele Laforgia, Nicola Quaranta, Salvatore D'Aluiso, Michele Cianci, Michele Lovascio, Claudio Minihiello, Marco Rocchi, Francesco Magistro, Carmine Di Paola). Da sviscerare anche le vicende relative all'altro presunto appalto truccato, in favore dei fratelli Manchisi. A mettere gli investigatori in allarme, in quel caso, fu il pranzo in un ristorante di Bari a cui parteciparono i costruttori, Lamacchia, Caracciolo e Lupelli.
Quest'ultimo avrebbe fatto da tramite, forte di un rapporto già consolidato con Massimo Manchisi. Entrambi furono coinvolti nell'inchiesta sull'Arca a fine 2017, poi patteggiarono, Lupelli a due anni e Manchisi a 1 anno e sei mesi. Adesso si ritrovano nei guai con accuse ugualmente pesanti, considerato che all'imprenditore viene contestato di avere assicurato sostegno elettorale a Caracciolo in cambio del suo aiuto.
Sull'eventuale rinvio a giudizio dovrà decidere il gup a cui la vicenda arriva dopo una serie di rallentamenti determinati dalla pandemia.
Nel novembre 2019 infatti, la pm Toscani inviò l'avviso di conclusione indagini e nel dicembre dell'anno successivo chiese il rinvio a giudizio.
Nel gennaio 2021 la giudice Ilaria Casu ha fissato l'udienza per l'inizio dell'anno successivo.
Le tappe 1
L'inchiesta madre A fine 2017 fu scoperto un giro di tangenti per l'assegnazione degli appalti Arca Puglia: il direttore Sabino Lupelli fu arrestato insieme a un avvocato, una cancelliera e due imprenditori L'assessore Coinvolto in un secondo filone dopo che la Guardia di finanza lo vide a pranzo con Lupelli e l'imprenditore Manchisi. L'inchiesta riguarda due appalti a Corato e Andria Lo scambio La Procura ipotizza che gli imprenditori che sarebbero stati favoriti da Caracciolo nelle gare d'appalto, gli avrebbero poi fornito sostegno elettorale

Foto: kIl business rifiuti I presunti illeciti sarebbero stati commessi per una scuola e per l'impianto di trattamento rifiuti jDalle case ai rifiuti Filippo Caracciolo dirige il gruppo del Pd in Regione: coinvolto nell'inchiesta