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10/06/2021

Appalti in cambio di soldi e servizi Terremoto al Comune: 16 arresti

Corriere del Mezzogiorno

Nell'operazione della Finanza finiti in manette politici, imprenditori e funzionari pubblici Tra gli indagati c'è anche il sindaco Tommaso Minervini accusato di turbativa d'asta
Che vi fosse qualcosa di strano nell'affidamento degli appalti per alcune opere pubbliche nel comune di Molfetta lo avevano notato anche gli utenti dei social network. Le indagini della Guardia di Finanza di Barletta e Molfetta, coordinate dai sostituti procuratori Giuseppe Francesco Aiello e Francesco Tosto, hanno poi fornito riscontri sul fatto che in città gli appalti pubblici venivano affidati in maniera diretta a ditte compiacenti, in cambio di denaro, regalie e servizi. Un modus operandi radicato che coinvolgeva politici e funzionari infedeli. Ieri mattina sono scattati gli arresti per sedici persone. Dieci di loro sono finite in carcere, sei ai domiciliari. Tra gli arrestati spiccano i nomi di Mariano Caputo, ex assessore ai Lavori Pubblici, di Anna Sara Castriotta, ex consigliera comunale e del funzionario comunale Orazio Lisena, oltre quello di imprenditori e progettisti. Ai domiciliari è finito il presidente della commissione di gara di uno dei presunti appalti pilotati, Vincenzo Manzi, e altri 5 tra imprenditori e dipendenti delle aziende coinvolte nelle indagini. Sono accusati a vario titolo di turbativa d'asta, corruzione, falso, depistaggio e peculato. Tra gli indagati (34 persone fisiche e 7 società) figura anche il nome del sindaco di Molfetta Tommaso Minervini, accusato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Nessuna misura cautelare per lui. Sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti sono finiti gli appalti per la riqualificazione delle strade e delle piazze Immacolata e Aldo Moro, messa in sicurezza delle ciminiere dell'ex cementificio, la progettazione del nuovo teatro comunale, ricostruzione della scuola per l'infanzia Gianni Rodari, riqualificazione della biblioteca comunale e della Cittadella degli Artisti e la realizzazione del nuovo stadio di atletica leggera. I fatti contestati si sarebbero svolti tra luglio 2018 e agosto 2020. Ventitré le imputazioni per 14 vicende contestate. Per 12 di esse il pericolo di inquinamento probatorio, a detta della Procura, era elevato al punto da determinare la custodia cautelare per gli indagati.Mesi di indagini, basate su intercettazioni, pedinamenti e acquisizioni di atti, hanno consentito di documentare con video e audio le dazioni. «La sistematicità delle condotte delittuose - si legge negli atti - è emersa anche dalle modalità relative al pagamento delle tangenti, documentate con operazioni di intercettazioni ambientali audio-video: l'imprenditore di turno, una volta salito a bordo dell'autovettura del funzionario arrestato, senza proferire parola lasciava la busta con i soldi all'interno del vano portaoggetti o nelle mani del medesimo». Non solo soldi: l'ex assessore Caputo avrebbe ottenuto a n c h e fo r n i t u re d i a r re d i , bancali di ciottoli e asfalto per suo stabilimento balneare, la riparazione dell'auto di famiglia dopo un incidente stradale e un telefono cellulare. Il procuratore capo Renato Nitti ha apprezzato la capacità di uomini ed uffici di «resistere a continui tentativi di acquisizione di informazioni riservate». Tentativi che hanno determinato l'esigenza delle misure cautelari al fine di scongiurare l'inquinamento delle prove. Giuseppe Di Bisceglie

Il fatto/2

● I fatti contestati si sarebbero svolti tra luglio 2018 e agosto 2020. Ventitré le imputazioni per 14 vicende che sarebbero state ricostruire dagli inquirenti della Finanza e della Procura della Repubblica di Trani. Per 12 di esse il pericolo di inquinamento probatorio, a detta della Procura, era elevato al punto da determinare la custodia cautelare per gli indagati

Il fatto/1

● Le indagini della Guardia di Finanza di Barletta e Molfetta, co n i pm Giuseppe Francesco Aiello e Francesco Tosto, hanno accertato che a Molfetta gli appalti pubblici venivano affidati in maniera diretta a ditte compiacenti, in cambio di denaro, regalie e servizi. Le accuse sono turbativa d'asta, corruzione, falso, depistaggio e peculato

Le fasi dell'indagine

● Le intercettazioni ambientali dei finanzieri hanno consentito di riprendere il passaggio di denaro tra i pubblici ufficiali e i presunti corruttori. Talvolta le mazzette venivano corrisposte all'interno di autovetture. ● Oltre 70 utenze telefoniche intercettate, nell'indagine pure pedinamenti, appostamenti, riprese audiovideo, attività di osservazione e sequestro di documenti e materiale informatico. ● Le indagini, coordinate dalla Procura di Trani con i pm Francesco Tosto e Giuseppe Francesco Aiello, hanno potuto contare sull'attività della Guardia di Finanza di Barletta e di Barletta.

Foto: Le immagini Gli uomini della Guardia di Finanza mentre portano via alcuni degli arrestati nel blitz di ieri a Molfetta