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29/01/2020

Appalti illeciti, le pubbliche amministrazioni evitano sanzioni

ItaliaOggi - DANIELE CIRIOLI

UNA NOTA INL
Appalti illeciti, le pubbliche amministrazioni evitano sanzioni Cirioli a pag. 29 Le pubbliche amministrazioni non sono sanzionabili per appalti e somministrazioni illeciti. Lo sono, invece, le loro controparti (pseudo appaltatore e/o somministratore), se soggetti privati. A precisarlo è l'ispettorato nazionale del lavoro nella nota prot. n. 422/2020. Aggiungendo che, in queste due ipotesi, non opera neppure la tutela della «responsabilità solidale» (la quale obbliga il committente a versare retribuzioni e contribuzioni non pagate dall'appaltatore), ma che i lavoratori, tuttavia, possono ricorrere alla via della tutela civilistica (art. 1676 del codice civile) e/o a quella del codice degli appalti. La questione. Il chiarimento arriva a risposta di quesiti sull'esatta portata del comma 2, dell'art. 1, del dlgs n. 276/2003 (riforma Biagi), il quale esclude l'applicabilità della riforma al settore pubblico. In particolare, con riferimento all'impianto sanzionatorio previsto in caso di somministrazione o di appalto illecito, è stato chiesto se l'esclusione riguardi solo le pubbliche amministrazioni (in quanto datori di lavoro) e/o anche il relativo personale. Tutti esclusi. Fondando i chiarimenti sulle indicazioni fornite, in merito, dal ministero del lavoro (nota prot. 347/2020), l'Inl precisa che il provvedimento esclude dal campo di operatività della riforma sia il personale delle pubbliche amministrazioni che le stesse p.a. (tal è l'indirizzo seguito dalla giurisprudenza). Unica norma che contempla una disciplina specifica per le p.a., spiega l'Inl, è quella contenuta dall'art. 86, comma 9, la quale stabilisce l'applicabilità, nei confronti delle p.a., della disciplina della somministrazione a termine e del relativo regime sanzionatorio (art. 19 del dlgs n. 276/2003); tuttavia tale disciplina prevede espressamente l'applicazione di sanzioni per le violazioni degli obblighi di comunicazione delle assunzioni in capo al datore di lavoro, ma nulla prevede in caso d'illecito utilizzo della somministrazione di lavoro o di appalto. Pertanto, conclude l'Inl, in assenza di una espressa previsione normativa, nei casi di somministrazione e di appalto illecito, il regime sanzionatorio (art. 18, commi 1, 2 e 5-bis, del dlgs n. 276/2003) si applica limitatamente al soggetto somministratore/pseudo appaltatore privato. Peraltro, trattandosi di sanzioni non è suscettibile l'applicazione analogica o l'interpretazione estensiva della norma nei confronti di un soggetto pubblico. Esclusa la responsabilità solidale. Infine, l'Inl ricorda che neppure la disciplina c.d. della responsabilità solidale, di cui all'art. 29, comma 2, sempre del dlgs n. 276/2003 trova applicazione in relazione ai contratti di appalto stipulati dalle p.a.. Tuttavia, conclude l'Inl, tale esclusione non limita la tutela dei dipendenti di imprese affi datarie di pubblici appalti, nel caso di inadempimento addebitabile all'appaltatore, perché il lavoratore può comunque avvalersi della tutela civilistica ex art. 1676 codice civile e di quella del codice degli appalti. © Riproduzione riservata
I chiarimenti • Le p.a. sono escluse dal regime sanzionatorio in materia di appalti e somministrazione illeciti • Le p.a. sono escluse dal regime c.d. della responsabilità solidale negli appalti pubblici