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06/05/2021

Appalti, il 20 luglio l’udienza preliminare

QN - Il Resto del Carlino

di Alessandra Codeluppi Dirigenti comunali, in carica o ex, funzionari del municipio e un ex assessore, oltre a liberi professionisti: 24 persone sono chiamate a comparire davanti al giudice Andrea Rat per l'udienza preliminare scaturita dall'inchiesta 'Re cleaning', condotta dalla Procura che ha ravvisato «gravi irregolarità nella gestione degli appalti pubblici indetti dal Comune». Un mese dopo la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dai pm titolari Valentina Salvi (foto) e Giulia Stignani, è stata fissata l'udienza preliminare, che comincerà il 20 luglio. In quella sede, gli imputati potranno optare per riti alternativi, che permettono uno sconto di pena, oppure aspettare il verdetto del gup che può disporre il processo o il non luogo a procedere. Sulle 26 persone raggiunte dell'avviso di fine indagini nel settembre 2020, per i presunti appalti del Comune cuciti su misura, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti tranne per il comandante della polizia municipale Stefano Poma e l'impiegata comunale Maria Marzi, per i quali è stata chiesta l'archiviazione. Gli appalti, che sono stati posti al centro degli accertamenti del nucleo di polizia economico-finanziaria della Finanza, e per i quali si ravvisano irregolarità, hanno un valore stimato in 27 milioni. Di questi la maggior parte riguarda il bando di gara europeo indetto nel 2016 per oltre 25 milioni, sull'affido del servizio di sosta a pagamento, trasporto pubblico, ztl e bike sharing: il bando sarebbe stato confezionato in modo da favorire il consorzio Tea che includeva Til, società già attiva per il Comune e unica a partecipare causa «requisiti troppo restrittivi e tempi troppo corti» per dare modo ad altre realtà di candidarsi. Le altre procedure di gara contestate dalle pm Salvi e Stignani, riguardano la gestione dell'asilo 'Maramotti' (con un importo a base di gara 850mila euro), la rimozione delle auto incidentate (valore 950mila euro), servizi legali (60mila euro) e di brokeraggio assicurativo (300mila euro). Anche il sindaco Luca Vecchi, insieme ad altre venti persone, risulta indagato in 'Re cleaning': a loro, a differenza degli altri, non è stato recapitato l'avviso di fine indagini. La loro posizione era stata separata e, aveva fatto sapere la Procura un mese fa, «è in fase di definizione». Il primo cittadino si era detto «tranquillo» sulla correttezza dei propri comportamenti. Per lui si ipotizza il reato di turbata libertà degli incanti, emerso da una telefonata con l'avvocato Santo Gnoni, ex responsabile dell'ufficio legale del Comune e principale imputato, che potrebbe andare verso l'archiviazione. Per l'altra inchiesta sul Comune, condotta dal pm Giacomo Forte, incentrata sul conferimento degli incarichi professionali da parte di dirigenti comunali, l'udienza preliminare è stata fissata il 27 maggio sempre davanti al gup Rat: in questo caso sono cinque i responsabili degli uffici municipali chiamati a rispondere delle accuse.