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02/07/2019

Appalti, i sindacati attaccano «La tutela del lavoro peggiora»

Alto Adige

Le critiche. Cgil, Cisl e Uil contro la nuova legge in discussione da parte del consiglio provinciale
«La nuova legge sugli appalti, in discussione da parte del Consiglio Provinciale, peggiora la tutela della qualità del lavoro». A dirlo sono Cristina Masera, Michele Buonerba, Toni Serafini, segretari provinciali di Cgil, Cisl, Uil in un duro documento. «Questo - proseguono - nonostante ci siano sempre più casi di sfruttamento che, con la reintroduzione del massimo ribasso nel codice nazionale, rischia di crescere ulteriormente. Nella legge vigente avevamo ottenuto che nei servizi si introducessero i controlli di congruità tra l'importo del contratto e l'effettiva quantità di manodopera utilizzata dall'operatore economico nell'ambito dell'esecuzione dell'appalto. A distanza di quasi 3 anni dalla promulgazione della norma provinciale, non è stata elaborata la linea guida. Ci hanno spiegato che esistono dei problemi tecnici nell'attuazione della legge, ma così fosse si sarebbe potuto intervenire sul testo in questa fase di adeguamento al codice nazionale. Sappiamo che ormai i Ccnl sono centinaia e quelli firmati da soggetti di dubbia consistenza organizzativa prevedono un abbassamento delle tutele economiche e normative dei lavoratori. Continuando ad ignorare il problema non si farà altro che legittimare lo sfruttamento da parte di operatori economici senza scrupoli. Nel testo in discussione la Giunta ha inserito anche l'abrogazione dei versamento delle garanzie che oggi sono previste nei lavori a tutela degli enti previdenziali e la cassa edile. Infine, la stima del costo della manodopera e dei costi per la sicurezza: viene prevista solo alla firma del contratto di appalto e senza nessun sistema di verifica rispetto alle eventuali dichiarazioni mendaci. Se la Giunta avesse una responsabilità sociale - concludono - si occuperebbe di questi temi perché l'aumento dei redditi bassi deriva anche da questo lassismo che riduce il gettito fiscale e aumenta i potenziali fruitori di prestazioni sociali».