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21/07/2020

Appalti & grandi opere Semplificare? Serve un progetto

Corriere L'Economia - Isidoro Trovato

Professioni Mercati  Regole
Cappocchin (architetti): Genova è un buon esempio, ora una riforma che garantisca velocità di esecuzione e coinvolga i professionisti
Questione di punti di vista. La consegna del ponte di Genova avvenuta nel pieno rispetto dei tempi previsti rappresenta secondo alcuni la dimostrazione che il sistema degli appalti funziona e che non è poi così difficile completare le opere pubbliche nei tempi previsti e nel rispetto delle regole.

«Ricorrere a deroghe così ampie sull'applicazione delle norme vigenti, può essere giustificato solo in condizioni di particolare urgenza - afferma Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori - ma non può certamente costituire un modello da seguire nelle attività ordinarie. Pur riconoscendo che le autorità competenti, i diirigenti, le imprese ed i liberi professionisti coinvolti hanno lavorato bene, ricostruendo il ponte in meno di due anni dal crollo, bisogna ricordare che le deroghe al Codice hanno di fatto consentito affidamenti fiduciari che, a regime ordinario, finirebbero per compromettere la trasparenza e libera concorrenza, tagliando fuori dal mercato dei lavori pubblici tantissimi operatori economici».


Tempi

Eppure il dibattito è delicato: chiedere meno regole stringenti nel «Codice degli appalti» a volte è stato tacciato di appello alla deregulation. «Si può garantire la velocità, anche rispettando le regole, senza ricorrere a scelte frettolose, come quelle fatte durante le emergenze del passato, di cui ancora oggi paghiamo il conto - aggiunge il presidente degli architetti -. È altrettanto chiaro però che le regole devono essere semplificate in modo organico e non attraverso un collage di deroghe, come quello proposto dal Decreto semplificazioni: un provvedimento senza una "spina dorsale" o se vogliamo senza una "visione globale", che guarda solo alla semplificazione degli appalti, ignorando la ricerca della qualità del progetto, il tema dei criteri di selezione e che presenta una serie di criticità di sistema sin troppo evidenti, dalla complicata programmazione delle opere pubbliche ai contenuti troppo pesanti delle tre fasi progettuali; dalle lunghe procedure di approvazione degli stessi progetti al collaudo, che spesso arriva dopo tanti anni dalla fine dei lavori».


Le proposte

Ingegneri e architetti da tempo chiedono a gran voce un processo di semplificazione per sbloccare il comparto degli appalti. Possibile fare qualche esempio concreto? «Nell'ambito dei servizi di architettura e ingegneria - chiede Cappochin - che senso ha puntare sulla procedura negoziata se questa rimane ancorata ad un criterio che impone tempi lunghi come quello dell'offerta economica più vantaggiosa?. Il Consiglio nazionale degli architetti ha redatto e condiviso con la Rete delle professioni tecniche un documento, già da tempo trasmesso al premier Conte, per la semplificazione dell'intero processo di esecuzione delle opere pubbliche: dalla programmazione al collaudo dei lavori, passando anche per un notevole snellimento delle procedure per la redazione e per l'approvazione dei progetti». Si attende risposta. Semplice e rapida.


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Foto:

Volti Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori