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24/09/2021

Appalti, gli enti locali ancora in… lockdown in ripresa i lavori statali

La Sicilia

Primo Piano
Sicilia. Nel 2020 bandi di Regione e Comuni a -10%, quest ' anno va peggio con -41%, mentre con Rfi e Anas si va a +121% e +20%
PALERMO. I numeri parlano chiaro. Nel 1989 la Regione e l ' insieme di enti locali, aziende pubbliche e partecipate siciliane, bandirono 2.972 gare d ' appalto per un importo complessivo di quasi due miliardi di euro (allora erano 3.800 miliardi di lire), con un importo medio a bando di 648mila euro (circa un miliardo e mezzo). Nel 2020 sono state messe all ' asta 205 gare per 320 milioni (al cambio 619 miliardi di lire). La differenza percentuale tra i livelli del 1989 e quelli del 2018, quando si pubblicarono 219 bandi per 288 milioni, è del -93,10% per numero di gare e del -83,9% per importi totali. I dati sono tratti da una bozza provvisoria dell ' Osservatorio costruzioni di Ance Sicilia che monitora i bandi di gara pubblicati sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana dagli assessorati e dipartimenti, dagli enti locali, dalle aziende partecipate, da Asp, università e così via. In mezzo ci stanno due fatti storici " traumatici " : nel 1992, a seguito dell ' appendice siciliana dello scandalo di Tangentopoli e delle inchieste su mafia e appalti, ci fu un primo severo crollo di bandi pubblicati (1.672, 22,30%) e andò peggio nel 1993 (711 gare, -57%), cui seguì un ' impennata nel ' 94, quando poco prima dell ' entrata in vigore della nuova legge sugli appalti che impose maggiore trasparenza, si diede fondo ai progetti pronti nei cassetti (2.858 gare, +301%). Quella legge, ovviamente, funzionò male e tra le polemiche, e negli anni successivi gli appalti andarono sempre a calare. Da allora non si è più riusciti a varare una buona legge, con qualche " aborto " modificato dopo avere prodotto danni ingenti. E il secondo fatto storico è l ' introduzione del Codice nazionale degli appalti, che ha messo in crisi le stazioni appaltanti e spalancato le porte ai massimi ribassi, alla concorrenza sleale e alle incompiute: ogni anno si sono registrati crolli nei bandi fra il 30 e il 50%. Adesso, se fra il 2018 e il 2019 si era notata una leggera ripresa (+80% di gare nel 2018, +4% nel 2019), il 2020 segnato dal Covid ha portato a -10% l ' andamento degli appalti a livello regionale e locale. Ma il 2021, con la ripresa delle attività, è come se le amministrazioni pubbliche fossero rimaste in " lockdown " . Infatti, sempre secondo la bozza provvisoria dell ' Osservatorio, nel primo quadrimestre di quest ' anno i bandi di gara sono stati 55, -41% rispetto ai 93 dei primi quattro mesi del 2020, per un valore di 108 milioni (-22% rispetto ai 138 milioni del primo quadrimestre 2020). Dunque, almeno nel settore delle opere pubbliche regionali, la ripresa ancora non c ' è stata. Nel 2020 le gare più significative sono state quattro: quella della Sac (aeroporto di Catania) da 7,6 milioni per riqualificare infrastrutture, quella da 15 milioni del Comune di Biancavilla per la messa in sicurezza di Monte Calvario, quella da 9 milioni dell ' Area metropolitana di Catania per il collegamento fra la tangenziale e la zona Etna Sud, e quella da quasi 16 milioni per Scalo Galera nel Comune di Malfa. Quest ' anno a tirare su gli importi solo tre incanti: la settima vasca della discarica di Bellolampo (struttura commissariale, 24,6 milioni), l ' azienda trasporti di Messina con il tram (6,5 milioni) e il Cas con la messa in sicurezza di tratti della A/20 (14,2 milioni). Invece pare che le stazioni appaltanti nazionali in Sicilia abbiano ripreso fiato. L ' analisi dalla banca dati Appalteu, fatta sempre da Ance Sicilia con dati provvisori, mostra che l ' intervento di Anas, Rfi e altre aziende nazionali nel 2020 ha risollevato il mercato delle opere pubbliche nell ' Isola. Infatti, nel 2020 sono state bandite complessivamente, tra enti nazionali, regionali e locali, 1.794 interventi (+27%) per 3,9 miliardi (+121%). L ' andamento è stato più o meno sempre crescente negli ultimi anni, partendo da 1.572 gare per 1 miliardo nel 2016. Nel computo del 2020 spiccano 194 gare di amministrazioni dello Stato (ministeri) per 486 milioni e 92 gare di aziende a partecipazione pubblica per 2,5 miliardi. E il grosso, ovviamente, arriva da Rfi, che ha avviato i raddoppi sulle tratte PalermoCatania e Catania-Messina, dall ' Anas con gli interventi sull ' A/19 e dalle autorità di sistema portuale del mare. Il trend di crescita degli interventi nazionali è confermato anche nel primo quadrimestre di quest ' anno, con 624 gare totali (+20% sulle 519 del primo quadrimestre del 2020) per 344 milioni (-22%). In pole c ' è sempre Rfi, ma anche il Cas, Invitalia, l ' università di Catania e la Protezione civile regionale. Le conseguenze negative di questa crisi degli appalti in Sicilia, che dura da trent ' anni, hanno inciso sul tessuto produttivo del settore. Ad esempio, il numero delle imprese con attestazione Soa è crollato dalle 2.801 del 2010 alle 1.583 di fine 2020. Complici anche i ritardi nei pagamenti delle fatture da parte delle pubbliche amministrazioni, che in Sicilia superano anche i dodici mesi. l