scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
13/08/2021

Appalti, errore rettificabile se è riconoscibile a occhio

ItaliaOggi - Paolo Cirasa

Nelle gare d'appalto, l'errore in cui sia incorso un concorrente nella formulazione dell'offerta, specie nella componente economica, può essere rettificato ex officio dall'amministrazione e per essa dalla commissione, solo ove sia ictu oculi riconoscibile in base a un semplice calcolo aritmetico e non necessiti di approfondimenti o di attività interpretative e ricostruzione della volontà dell'offerente. Così il Tar Lazio con sentenza n. 7416 del 22 giugno 2021. Nel caso sottoposto al collegio, una commissione di gara rilevava delle incongruenze tra il documento «offerta economica generata dal sistema» e il documento «modello di offerta economica» presentati da una delle società offerenti, riportanti dei valori di ribasso e costi di manodopera differenti. Riconosciuta la prevalenza del documento «offerta economica generata dal sistema», la gara veniva affidata ad altro concorrente. Ritenuta l'erroneità dell'aggiudicazione, la ricorrente rilevava come l'esito della gara sarebbe stato diverso ove si fosse preso in considerazione il valore indicato nel «modello di offerta economica» e non nell'altro documento che, per un errore di battitura, non rispecchiava la volontà della società.Nel respingere il ricorso, il Tar osserva come nel caso in esame non possa parlarsi di un errore riconoscibile e, pertanto, emendabile in base ad una semplice operazione aritmetica correttiva. Il giudizio di prevalenza dell'una dichiarazione rispetto all'altra, infatti, postula la ricostruzione dell'effettiva e reale volontà dell'offerente mediante un giudizio non automatico, richiedente un'attività interpretativa estranea alle competenze del seggio di gara e dell'amministrazione appaltante, in quanto connotata da immanenti profili di soggettività. Stante la divergenza tra le predette voci dell'offerta economica, precisa la sentenza, solo l'offerente sarebbe stato titolato a svolgere la «interpretazione autentica» necessaria a chiarire l'errore; ma siffatto intervento chiarificatore dell'offerente, postumo all'apertura delle offerte economiche, contrasterebbe con i principi di immodificabilità dell'offerta e di par condicio competitorum, risultando quindi inammissibile.