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20/05/2020

«Appalti e semplificazioni, ora risposte rapide»

Brescia Oggi

IL PRESSING. I vertici dell'Ance di Brescia prendono spunto dal decreto da 55 miliardi per rinnovare le richieste indispensabili per la categoria
Deldossi: ogni giorno perso per snellire le procedure rappresenta un ritardo sempre più inaccettabile»
Le imprese non hanno più tempo. L'iter della misura da 55 miliardi prevista con il decreto Rilancio affronterà un percorso parlamentare che Ance Brescia auspica «il più lineare e migliorativo possibile». In un momento in cui le aziende sono attrezzate per ripartire in sicurezza e riattivare l'economia del Paese, «il Governo deve agire in modo tempestivo, senza arrancare in procedure che frenano la ripartenza», sottolinea una nota. L'Associazione dei costruttori bresciani spera che rispetto al testo proposto nel decreto «i gruppi parlamentari approvino misure concrete in grado di spingere le risorse nel settore pubblico e sostenere le diverse realtà impegnate nei lavori».Il grande assente nel testo al vaglio del Parlamento «è il capitolo degli appalti pubblici. Non si parla né di misure per accelerare gli investimenti, né di provvedimenti per garantire pagamenti regolari alle aziende - sottolinea il presidente di Ance Brescia, Massimo Angelo Deldossi -. Pare che le imprese dovranno aspettare altre due settimane per vedere pubblicate in Gazzetta Ufficiale, con il decreto Semplificazioni, le norme relative ad appalti ed edilizia - aggiunge Deldossi; è anche vice presidente nazionale di Federcostruzioni -. Si sta impiegando troppo tempo per annunciare misure, stabilire un grande piano di sviluppo e di manutenzione infrastrutturale e consentire alle Amministrazioni di spendere la liquidità, impiegandola per creare lavoro puntando su opere e interventi utili alla comunità». L'associazione degli edili segue il conto alla rovescia lanciato da Ance nazionale, in attesa del decreto semplificazioni annunciato dal Governo, subito dopo il varo del decreto Rilancio: ha l'obiettivo di snellire le procedure che, da anni, ostacolano lavori pubblici e privati per il rilancio di città e territori. Iniziativa nata per sottolineare che, dopo la cancellazione delle norme sull'accelerazione dell'iter per le opere pubbliche dal decreto Rilancio, le imprese dell'edilizia non sono più disposte «a tollerare ulteriori rinvii o ritardi che si riflettono sulla tenuta economica e sociale del Paese».Governo e istituzioni «devono capire - afferma con decisione Deldossi - che ogni giorno perso per semplificare e snellire procedure e norme, che ci impediscono di lavorare e crescere, rappresenta un ritardo inaccettabile per cittadini e aziende, per i quali sono necessarie come l'aria, sicurezza e opportunità». Servono possibilità di lavoro, dunque, invece che misure assistenzialistiche che non producono nulla. I vertici di Ance Brescia ricordano che la semplificazione ha lo scopo primario di avviare un imponente piano di messa in sicurezza, efficientamento e adeguamento del patrimonio immobiliare. A partire da quello pubblico. In altre parole, è urgente - e la contingenza lo favorisce - ripensare gli immobili: da «oggetti» del vivere a luoghi per le persone attente all'ambiente, al risparmio energetico, all'inquinamento e alla sicurezza. Il centro deve tornare a essere la «persona» con le sue diverse necessità.