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09/07/2020

Appalti e regole L’ultima battaglia nel governo

Corriere della Sera - Claudia Voltattorni

Approvato il piano delle riforme per la Ue
Dal Codice degli appalti all'abuso d'ufficio. Tanti e importanti i temi all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri, a partire da quel decreto semplificazioni che ancora agita la maggioranza. Tocca al premier Conte cercare di trovare la quadra tra le varie posizioni. Via libera al piano delle riforme per l'Unione europea. Il decreto semplificazioni consta di 48 articoli in meno di 100 pagine per «realizzare - sottolinea il ministro degli Esteri Di Maio - un'accelerazione degli investimenti e delle infrastrutture». Il capogruppo Pd alla Camera Delrio spiega facendo capire che quello di ieri notte è solo il primo tempo di una lunga trattativa.

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Roma Dal Codice degli appalti all'abuso d'ufficio. Dall'economia circolare, i parchi nazionali e le energie rinnovabili passando per i commissari straordinari da nominare per seguire «interventi infrastrutturali caratterizzati da un elevato grado di complessità», fino al Programma nazionale di riforma, l'assestamento di bilancio, la digitalizzazione della Pubblica amministrazione. Tutto in una notte.


Così un consiglio dei ministri che deve dare l'ok e prendere decisioni assai rilevanti per i prossimi mesi viene convocato in tarda serata (ore 21.30, ma poi comincia alle 23) e va avanti tutta la notte. Tanti e importanti i temi all'ordine del giorno, a partire da quel decreto Semplificazioni che ancora agita la maggioranza. Da tutte le parti viene evocato, - «cambiamento necessario ed epocale» (Giancarlo Cancellieri, viceministro Cinque Stelle); «il Paese ha bisogno di un piano choc» (Elena Bonetti, ministra di Italia Viva) -, ma alla fine è il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a dover trovare la quadra tra le rigidità cercando una tregua con la formula del «salvo intese». E lo stesso capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio spiega che «i ministeri dovranno dare poi il loro via libera», facendo capire che quello di ieri notte è solo il primo tempo di una lunga trattativa. Ostenta maggiore sicurezza invece Luigi Di Maio, leader grillino e ministro degli Esteri, che annunciando l'approvazione del decreto parla di «un altro passo importante per il futuro di questo Paese». E nel giorno del suo 34mo compleanno Di Maio sembra voler anche stemperare le tensioni dei giorni scorsi raccontando: «Siamo in consiglio dei Ministri con gli amici di sempre con cui abbiamo costruito tutto questo e con cui combattiamo tutti i giorni per migliorare questo Paese».


Il decreto Semplificazioni, 48 articoli in meno di 100 pagine, intende andare in questa direzione. Per «realizzare un'accelerazione degli investimenti e delle infrastrutture», ma anche per «introdurre misure di semplificazione procedimentale e di sostegno e diffusione dell'amministrazione digitale» e per «adottare misure di semplificazione in materia di attività imprenditoriale, di ambiente e di green economy, al fine di fronteggiare le ricadute economiche conseguenti all'emergenza epidemiologica da Covid-19». E se sulla semplificazione degli appalti sul modello Genova le posizioni nella maggioranza sono tutt'altro che omogenee, la digitalizzazione della Pubblica amministrazione mette tutti d'accordo grazie al pacchetto che prevede l'aumento dei servizi digitali per cittadini e imprese, la velocizzazione delle pratiche con la Pa attraverso l'identità digitale e la App dedicata «Io», la comunicazione più trasparente tra banche dati.


Ma in consiglio dei Ministri c'è anche il Programma nazionale di riforma, che serve per andare in Europa con un piano credibile di riforme e che il giorno prima del tour europeo del premier (da oggi, ndr ) riceve l'ok dei ministri. Per le modifiche si vedrà più avanti. Ok anche all'assestamento di Bilancio. Ma si profila pure il terzo scostamento di bilancio dell'anno: altri 20 miliardi di euro per mettere in sicurezza le misure di contenimento pensate per combattere la crisi creata dall'epidemia. Il tempo stringe. L'autorizzazione dovrà arrivare entro la fine di luglio.


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La parola

DL

Dl sta per Decreto legge: un atto normativo provvisorio emanato dal governo che ha forza di legge ma deve essere convertito del Parlamento entro 60 giorni. Deve presentare carattere di urgenza e necessità. I riferimenti al decreto legge sono presenti nell'articolo 77 della Carta


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Il confronto sul post pandemia Il premier Giuseppe Conte, 55 anni, a Palazzo Chigi (con due esecutivi successivi) dal giugno del 2018