scarica l'app
MENU
Chiudi
12/08/2020

Appalti e mazzette in Puglia Indagato pure il commissario

La Notizia Giornale - Nicola Scuderi

Si allarga l'inchiesta condotta dalla Procura di Bari Nel mirino ci sono pure due funzionari regionali
Sembra proprio che per vincere un appalto in Italia bisogna ricorrere alle mazzette. Da nord a sud, si susseguono i casi di corruzione come quello deflagrato ieri in Puglia e per il qua le sono indagate cinque persone tra cui il commissario delegato della Regione Puglia al dissesto idrogeologico e direttore generale dell'Asset Puglia, elio sannicandro . Oltre a lui, in questo fascicolo nato da poco ma che promette sorprese, sono stati iscritti nel registro degli indagati anche due funzionari dell'assessorato ai Lavori pubblici e altrettanti rappresentanti di una ditta foggiana rimasta coinvolta nel caso. A tutti loro il pubblico ministero claudio pinto contesta, a seconda delle posizioni, le ipotesi di concorso in corruzione e turbata libertà degli incanti. Stando a quanto trapela dalla Procura di Bari, diretta dal procuratore giuseppe Volpe , nel mirino dei finanzieri è finito un giro di presunte tangenti pagate da alcune società della provincia di Foggia per riuscire a vincere, senza alcuno sforzo, appalti di opere di mitigazione del rischio idrogeologico sull'intero territorio regionale. Ipotesi per le quali la Guardia di Finanza, ormai dieci giorni fa, ha eseguito alcune perquisizioni negli uffici della Regione come anche a ca rico di progettisti e imprenditori delle società che hanno partecipato alle gare, sequestrando i computer e i cellulari dei due funzionari dell'assessorato. Gare per le quali è finito nel mirino Sannicandro, direttore generale della Agenzia regionale strategica per la sviluppo ecosostenibile del territorio (Asset Puglia, ndr) che nella sua veste di commissario avrebbe fir mato i provvedimenti defi nitivi di aggiudicazione degli appalti finiti nel mirino ma le cui procedure erano terminate ben prima rispetto alla sua nomina. Motivo, questo, per cui i magistrati di Bari parlano di una posizione "sfumata" rispetto a quella degli altri indagati anche perché Sannicandro, stando a quanto emerge in questo momento, non avrebbe mai avuto contatti di nessun genere con l'imprenditore accusato di aver pagato le tangenti. Tra gli appalti sospetti e che sono al momento al vaglio degli inquirenti c'è quello per la rea lizzazione di un'opera da 835mila euro per la zona del cimitero e della ex discarica comunale di Celle San Vito, aggiudicato a giugno 2018 per circa 780mila euro e di cui sarebbero state trovate somme di denaro in contanti nelle abitazioni degli indagati, ma anche altre gare sarebbero sotto osservazione e potrebbero riservare sorprese nelle prossime settimane.

Foto: La pista


Foto: I pm vogliono fare luce su un appalto da 835 mila euro aggiudicata illegi mamente a un'azienda di Foggia