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12/10/2021

Appalti e legalità Le proposte delle cooperative

QN - Il Giorno

La riflessione
Attilio Dadda* Tutte le transizioni: post pandemia, ambientale, energetica e digitale tendono spontaneamente ad acuire le diseguaglianze ma la politica, le Istituzioni e il lavoro collettivo dei corpi intermedi devono invece tentare di trasformarle in maggiori opportunità. È questo il nostro compito: con lo sguardo aperto sui grandi eventi planetari e sulle linee di sviluppo continentali - dalla Next Generation UE al PNRR - bisogna ritrovare uno spazio, occupare il vuoto di una Europa che esiste oltre il mercato e anche dopo Brexit. Dinnanzi a noi c'è la prospettiva comune di una ripresa misurata anche senza i punti positivi di PIL o degli indici di Borsa che però vorremmo equa, sostenibile e duratura. Alla base di una cooperazione di qualità, c'è il rispetto del lavoro, la salvaguardia della sua continuità e la sua sana conciliazione con la vita personale. Concetti che vanno di pari passo con il rispetto della legalità e con la lotta alle forme spurie di impresa. Accanto alle critiche al codice degli appalti, richiediamo alla pubblica amministrazione adeguate basi d'asta e capacità tecnica nella scelta dei progetti. Oggi servirebbe un accordo sul lavoro, sulle professionalità che si devono trasformare con la formazione invece di assistere a rifiuti sui piani formativi o a fantasiose formule matematiche sul numero massimo di deleghe assembleari; la qualità del lavoro è una delle nostre sfide più importanti: lavorare in modo partecipato è meglio che restare subordinati. E il salario minimo, che non ci vede contrari di principio, non può essere la scorciatoia all'irrisolto tema del dumping contrattuale e della rappresentanza nei luoghi di lavoro. Ieri i servizi di pulizia nelle scuole oggi la logistica nei gruppi multinazionali, domani forse le cooperative sociali, il miraggio dell'internalizzazione dei servizi continua a ripresentarsi ciclicamente dopo decenni di contratti, anche sotto costo; le multinazionali in Lombardia usano una narrazione che confonde il mandante con i sicari e occulta chi ha beneficiato economicamente dello sfruttamento a bassi costi. Non ci sarà un capo espiatorio comodo. *Legacoop Lombardia