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31/07/2018

Appalti e lavori pubblici dagli edili nuovo allarme “Ditte locali penalizzate”

La Stampa - andrea pomati

Il presidente di Ance Enio Marino chiede di semplificare le procedure E, per opere inferiori al milione di euro, di tutelare le imprese imperiesi
In nome della paura c'è chi preferisce non assumersi nessun rischio, ma la paura più grande è che il territorio si svuoti». Ance Imperia, l'Associazione dei costruttori edili di Confindustria, presieduta da Enio Marino, ancora una volta si fa avanti per richiamare l'attenzione sull'affidamento dei lavori pubblici. E lamenta la difficoltà a partecipare alle gare d'appalto, chiedendo ai Comuni imperiesi che, come previsto dalla legge, ci sia l'affidamento diretto per i lavori fino ai 40 mila euro e che nelle procedure negoziate (previste per importi tra i 40 mila e il milione di euro) «ci sia la possibilità, sulla base degli interventi, che le imprese del territorio siano prese in debita considerazione e messe in condizione, a rotazione, di poter partecipare alle gare d'appalto».

Spiegano i vertici Ance: «L'abusato metodo del sorteggio, oltre a essere utilizzato anche quando non necessario, non consente alle imprese edili del Ponente ligure neppure di poter presentare un'offerta in quanto troppo poche rispetto al totale delle aziende di costruzioni di tutta Italia che potenzialmente possono partecipare alle gare. La richiesta non è quella di vincere ma avere la possibilità almeno di partecipare. Dovrebbe poi essere interesse primo della politica tutelare le imprese rimaste in provincia, invece si riscontra una diffusa mancanza di volontà in tal senso, nonostante la grave situazione».

Il presidente Marino evidenzia cifre preoccupanti: «I lavoratori del settore in provincia si sono ridotti da 5800 nel 2008 ai soli 1600 di oggi. Chiediamo che sotto i 40 mila euro, come previsto dalla legge, l'affidamento dei lavori sia diretto. La situazione è difficile soprattutto col Comune di Sanremo, che anche su lavori d'importi inferiori ai 40 mila euro bandisce una gara, con aziende di fuori, mettendo in moto un meccanismo surreale per il quale un'azienda dall'altra parte dell'Italia dovrebbe assicurare una presenza su un territorio, che peraltro non conosce. E questo per esigui lavori di manutenzione con l'utilizzo spesso del subappalto alle aziende locali, sempre più penalizzate. La seconda richiesta dell'Ance riguarda le procedure negoziate ispirandosi al modello di Genova. Qui infatti sono state decise nuove modalità di espletamento delle procedure negoziate per l'affidamento dei lavori pubblici di importo inferiore al milione di euro, prevedendo che il 50% delle imprese chiamate operino stabilmente nell'ambito territoriale della Città Metropolitana».

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