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14/07/2020

Appalti e favori sessuali quel paese gestito da “signore medievale”

La Repubblica - Salvo Palazzolo

Il caso
Fiaccato affidava lavori sotto i 40mila euro e tutti a trattativa privata La procura: "La giunta era un'associazione a delinquere"
Più che una giunta comunale era «un'associazione a delinquere», scrive la procura di Caltanissetta. E il sindaco di Santa Caterina Villarmosa, Antonino Fiaccato, un «signore di epoca medievale». Non hanno utilizzato mezzi termini alcuni dipendenti e politici ascoltati dai carabinieri e dalla guardia di finanza durante le indagini che hanno portato ieri all'arresto del primo cittadino.
Era «accentratore, irruento, onnipresente, istrionico, dispotico, incuteva timore». Padre padrone della politica locale, come aveva denunciato tre anni fa alla Finanza la deputata del Movimento Cinque Stelle Azzurra Cancelleri, sorella del vice ministro delle Infrastrutture. E il sindaco si scagliava contro: «Adesso la priorità è fottere i grillini». Nel corso delle perquisizioni sono stati trovati dei file con dati personali della parlamentare. Il sospetto è che il sindaco volesse fare un'opera di dossieraggio. È bastato intercettare il telefono del primo cittadino e rileggere le delibere di giunta per scoprire che i suoi slogan - "Semplifichiamo la burocrazia" - erano solo un modo per aggirare le regole imposte dalla normativa sugli appalti: Fiaccato sceglieva sempre lavori sotto i 40 mila euro, in modo da affidarli direttamente. Fra il giugno 2017 e il gennaio 2019, ne ha fatti 92 di affidamenti diretti e solo due appalti. 7,5 milioni di lavori, assegnati ad imprese amiche, sempre le stesse, quelle del cerchio magico che gli assicurava voti e altri favori.
Un imprenditore prometteva al sindaco festini con due ragazze: Salvatore Pignato gestiva la "Modern Designer srl", «riconducibile formalmente - scrive il gip Valentina Balbo - a Ilena Giuseppina Pignato, cognata del presidente del Consiglio comunale, Cristina Rizzo». Grazie alla promessa di quelle prestazioni sessuali, l'imprenditore si sarebbe aggiudicato un «elevato numero di lavori pubblici», è l'accusa.
Gli arresti L'indagine coordinata dal procuratore di Caltanissetta Amedeo Bertone e dal sostituto Pasquale Pacifico racconta come un piccolo comune di provincia possa diventare il bancomat di politici senza scrupoli. Santa Caterina è stata il feudo del tre volte sindaco di centrodestra, dal 2002 al 2012, e poi dal 2017. Adesso, ai domiciliari, con lui ci sono anche il suo vice, Agatino Macaluso, e l'assessore Giuseppe Natale. La presidente del Consiglio comunale, Cristina Rizza, indicata come «l'interfaccia fra la politica e gli imprenditori» ha invece l'obbligo di dimora.
Tre funzionari (Salvatore Di Martino, Clara Lacagnina e Gino Di Martino) sono stati sospesi dal servizio, quattro imprenditori (Pasqualino Giambra, Luigi Canella, Giuseppe Cannavò e Giuseppe Carsidona) hanno il divieto di esercitare l'attività per un anno. Per altri tre imprenditori (Salvatore Pignato, Daniela Seminatore e Alfonso Carvotta) disposto l'obbligo di soggiorno. Due liberi professionisti (Salvatore Grasso e Guglielmo Messina) sospesi per un anno. Un avviso di garanzia (per "turbata libertà del procedimento di scelta del contraente") notificato a Giuseppe Panepinto, l'avvocato di Antonello Montante, storico legale del Comune di Santa Caterina, ma anche di una società finita nell'indagine: la procura gli contesta di aver omesso di vigilare sull'operato della ditta. «Che però non ha mai fatto forniture al Comune», dice il legale.
L'indagine «Il sindaco diceva di raccogliere soldi per pagare le bollette delle persone indigenti - ha denunciato l'ex vice sindaca Calogera Aronica - e pretendeva soldi dai componenti della giunta». Nel Natale di tre anni fa, ha raccontato l'esponente politica, Fiaccato le chiese cento euro con toni piuttosto sbrigativi. E non era la prima volta. Aronica si dimise. Le intercettazioni raccontano poi quale fu il criterio del sindaco per l'assegnazione dei fondi alle associazioni. «Quello è amico nostro?». Gli investigatori si sono accorti che tre finanziamenti su otto erano andati ad amici: uno al padre del presidente del consiglio comunale, gli altri due a candidati non eletti, che avevano sostenuto il primo cittadino.
Grande amico di Fiaccato era il progettista a cui fu assegnato l'incarico per ristrutturare lo stadio intitolato a "Paolo Borsellino": «Compagno di venture e sventure», lo definiva lui.
Il metodo per aggirare la gara fu lo stesso: somma urgenza dei lavori.

Foto: kLa piazza Uno scorcio di Santa Caterina Villarmosa