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12/11/2019

Appalti e corruzione, tre arresti

Il Messaggero

Ai domiciliari il tecnico comunale di Piglio Giuseppe Graziani, quello di Sgurgola Giovanni Bellardini e la moglie Paola Morgia
L'OPERAZIONE
Soldi, un'auto a noleggio e persino un abbacchio. Queste le utilità che un tecnico comunale di Piglio avrebbe ottenuto in cambio della compiacenza nei confronti di una ditta. Nuovi arresti per corruzione negli appalti pubblici in provincia di Frosinone. Ad eseguirli, ieri mattina, sono stati i carabinieri del nucleo investigativo dei carabinieri forestali (Nipaf) di Frosinone. L'ordinanza è stata firmata dal gip del Tribunale di Frosinone Ida Logoluso su richiesta dei sostituti procuratori Barbara Trotta e Vittorio Misiti.
GLI INDAGATI
L'inchiesta è uno dei filoni d'indagine della precedente operazione Urban Waste: al centro sempre la società di Anagni che fa capo al tecnico comunale di Sgurgola, Giovanni Bellardini, già agli arresti domiciliari per la vicenda della Tac Ecologica. A Bellardini, ieri mattina, è stata notificata un'altra ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari. Stessa misura è stata adottata per la moglie Paola Morgia e Giuseppe Graziani, tecnico comunale di Piglio.
Nei confronti di Mattia Bellardini (figlio di Giovanni) e di due imprenditori romani - Luciano e Alessio Paulizzi - è stato invece disposto il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per un anno. Per Mattia Bellardini anche il divieto di dimora nel Comune di Piglio e per i due imprenditori romani divieto di dimora nella provincia di Frosinone.
COME È NATA L'INCHIESTA
I dettagli dell'inchiesta sono stati illustrati ieri nel corso di una conferenza stampa dal comandante provinciale dei carabinieri forestali di Frosinone, il colonnello Luisa Corbetta, e dal comandante del Nipaf, il maggiore Vitantonio Masi. Quest'ultima indagine, come detto, nasce dagli sviluppi della precedente operazione Urban Waste. Nel mirino sono finiti due appalti del Comune di Piglio. Intercettazioni ambientali e l'esame dei documenti alla base delle accuse che ruotano attorno all'ipotesi di reato di corruzione.
I SUGGERIMENTI PER LA GARA
Il primo appalto, per un valore di 467mila euro, ha riguardato i lavori di efficientamento energetico della scuola Bottini di Piglio.
La vicenda ruota attorno a due ditte, laBiemme di Anagni che fa capo alla famiglia Bellardini e la Mace di Roma. Secondo le accuse, tra le due imprese ci sarebbe stato un accordo in base al quale alla gara d'appalto avrebbe partecipato la società Roma e quest'ultima, in caso di aggiudicazione, avrebbe poi spartito i lavori con la società di Anagni. Dalle intercettazioni è emerso che il tecnico comunale di Piglio, in buoni rapporti con Giovanni Bellardini, in qualità di responsabile unico del procedimento, avrebbe favorito la società di Roma che aveva partecipato alla gara.
In che modo? I favoritismi, secondo l'accusa, sarebbero consistiti nel suggerire alcune modifiche per migliorare l'offerta e quindi ottenere un punteggio maggiore per vincere la gara. E agli esiti della gara d'appalto la ditta romana ha di fatto ottenuto il punteggio maggiore e si è quindi aggiudicata la gara d'appalto.
AFFIDAMENTO SENZA CARTE
L'altro episodio contestato riguardato invece un affidamento diretto per un intervento di disinfestazione alla società di Anagni Biemme. L'assegnazione dei lavori, ad opera sempre del tecnico comunale sarebbe avvenuta senza un'indagine di mercato né tantomeno una determina di affidamento. L'unico documento trovato dagli investigatori è stata la determina con cui veniva liquidata la spesa alla società della famiglia di Bellardini.
LE UTILITÀ
Secondo le accuse in cambio del suo comportamento compiacente nei confronti degli imprenditori, il tecnico comunale avrebbe ottenuto un abbacchio comprato da Bellardini nel marzo del 2018, in una somma in denaro contanti on inferiore ai 1.000 euro consegnata nel settembre del 2018 e nel noleggio di un'auto per i giorni 24 e 25 settembre a spese della Biemme di Anagni.
Gli indagati sono difesi dagli avvocati Giampiero Vellucci, Mario Di Sora e Pierpaolo Dell'Anno.
Pierfederico Pernarella
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