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02/07/2020

Appalti e conti, commissariata la Fabbrica di San Pietro

Corriere della Sera - Luigi Accattoli

In Vaticano
L'indagine Tra le attività sotto inchiesta potrebbe esserci il restauro della Cupola
C ommissariata la Fabbrica di San Pietro e scoperto, forse, un altro malaffare vaticano in materia di appalti: sono due notizie intrecciate arrivate ieri all'indomani della conce-lebrazione per la festa dei Santi Pietro e Paolo che si era tenuta nella Basilica. Tra i concelebranti c'era il cardinale Angelo Coma-stri, arciprete della Basilica e presidente della Fabbri-ca. Comastri, 77 anni, è in attesa d'essere sostituito ma al momento l'istrut-toria per la successione è congelata. Prima Bergo-glio vuole che sia fatta chiarezza sullo stato dell'amministrazione della Fabbrica, prestigiosa istituzione con la quale ebbero a che fare già Bramante e Michelangelo. Commissario straordi-nario è il nunzio Mario Giordana, che sarà assisti-to da una commissione nel compito di «fare chia-rezza sull'amministra-zione» e aggiornarla alle esigenze della nuova nor-mativa vaticana - pub-blicata all'inizio di giugno - su «trasparenza, con-trollo e concorrenza nelle procedure di aggiudica-zione dei contratti pubbli-ci». Ma non è solo un lavoro di aggiornamento. «Tale scelta - dice la nota che annuncia il commissa-riamento - segue una segnalazione proveniente dagli uffici del Revisore Generale, che ha portato all'acquisizione di docu-menti e apparati elettro-nici presso gli uffici tecni-co e amministrativo della Fabbrica di San Pietro». È dunque avviata una dop-pia procedura: quella dell'aggiornamento nor-mativo della struttura e quella di un'inchiesta giudiziaria. Il Revisore ha trovato, insomma, che i conti non tornano. Tra gli appalti sotto inchiesta potrebbe esservi anche quello per il restauro della Cupola di Michelangelo: recentemente il tamburo è stato ingabbiato nei ponteggi, approfittando della chiusura del monu-mento ai visitatori a segui-to della pandemia. La vicenda, sotto il profilo giudiziario, appare gemel-la di quella che ha posto sotto inchiesta l'acquisto dell'immobile di Londra da parte di uffici della Segreteria di Stato: anche allora fu il Revisore dei conti a segnalare alla magistratura che qualcosa non quadrava. Come ebbe a dire Francesco in quella
occasione: «Hanno fatto cose che non sembrano pulite ma la denuncia non è venuta da fuori». Cioè il risanamento programma-to forse sta funzionando.

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