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07/12/2019

Appalti e business cimitero a Rionero scattano 6 arresti

La Gazzetta Del Mezzogiorno

AFFARI SULLA MORTE OPERAZIONE «IL GRIDO DELL'ADE» DAL MONOPOLIO ALLO SFREGIO Il servizio era stato affidato direttamente (come altri) con proroghe e durava da 20 anni. Ma si aggiungeva lo scempio ai danni dei defunti
In manette gestore del servizio e funzionari. Anche un politico pugliese
GIOVANNA LAGUARDIA l Un vero e proprio monopolio illegittimo sulla filiera del caro estinto, dal funerale alla sepoltura, con risvolti particolarmente gravi dal punto di vista etico, con resti umani estumulati e buttati in una fossa comune (di cui sono già partite le ricerche) per poter rivendere i loculi. I dettagli dell'operazione denominata «Il Grido dell'Ade», che ha portato alla individuazione di un sistema distorto per monopolizzare l'aggiudicazione dei servizi, in particolare quelli, cimiteriali a Rionero in Vulture, sono stati illustrati ieri mattina in una conferenza stampa dal Procuratore Francesco Curcio, affiancato per la prima volta dall'aggiunto Maurizio Cardea. Nella prima mattinata di ieri gli agenti della Squadra Mobile guidata dal dottor DonatoMarano, coordinati dalla Procura della Repubblica, hanno eseguito sei provvedimenti cautelari, tre in carcere e altrettanti agli arresti domiciliari e una misura interdittiva di divieto ad esercitare attività imprenditoriali. Nel corso delle perquisizioni sono state anche ritrovate un'arma da sparo, un'arma non da sparo e alcune banconote che sono state sequestrate. Varie le ipotesi di reato: corruzione, concussione, peculato, turbata libertà degli incanti, induzione indebita a dare o promettere utilità, falso in atto pubblico abuso in atti d'ufficio, soppressione di cadavere. Tutto ruota intorno alla figura dell'impren ditore rionerese Emilio Aiuola che, come illustrato dal Procuratore Curcio, in prima persona o attraverso società riconducibili a lui e alla sua famiglia, gestiva in piena autonomia il commercio dei loculi al cimitero. A tal proposito «sono state accertate anche estumulazioni illecite dei resti di alcune salme che venivano gettate in fosse comuni per rivendere illecitamente i relativi loculi». Una situazione che, per gli inquirenti, andava avanti da quasi vent'anni. Da quando, cioè, la ditta di Aiuola aveva vinto (in maniera regolare) l'appalto, andando poi avanti nella gestione di proroga in proroga, fino al 2018. Il sistema, ricostruito dagli inquirenti attraverso una indagine durata per tutto il 2018 e parte del 2019, funzionava grazie al coinRionero in Vulture dal 2002 al 2019 ma, per il Procuratore Francesco Curcio «per governare questa situazione di illegalità nel Comune si è a mio avviso consapevolmente creato un sistema di gestione amministrativa totalmente caotico e confusionario, mancando perfino il registro su cui dovevano essere censite le operazioni da svolgere all'interno del cimitero, in modo che la ditta avesse carta bianca». Corruzione sia pagamento in moneta contante sia lavori a casa gratis sia fornitura di beni gratuiti, anche in vista della nuova gara per affidare il servizio per la quale Aiuola si sarebbe già assicurato una commissione «amica». Un progetto che sarebbe «saltato», ha spiegato il procuratore Curcio, dopo la notifica degli avvisi di proroga delle indagini in cui si ipotizzava una turbativa d'asta. Le indagini hanno avuto anche una propaggine pugliese: è stato infatti evidenziato che la stessa famiglia Aiuola che gestiva il cimitero di Rionero in Vulture, attraverso una impresa controllata avesse anche la gestione del cimitero del comune di Orta Nova «dove pure si sono accertati gravi episodi di corruzione di un amministratore legati allo svolgimento di tale appalto». «il giudice ha ritenuto di dover emettere la misura ma come prevede il codice ha dichiarato la propria incompetenza e gli atti sono stati trasmessi a Foggia per chiedere la conferma del procedimento restrittivo».

Foto: LA GARA BLOCCATA


Foto: Si lavorava a un nuova gara, ma la notizia dell'indagine l'ha stoppata


Foto: volgimento di alcuni funzionari pubblici del Comune di Rionero, «attraverso una rete di connivenza e complicità all'interno del Comune, alimentata da rapporti corruttivi». Rete grazie alla quale, per gli inquirenti «un ben determinato gruppo di società, tutte facenti capo alla famiglia Aiuola, riuscivano ad ottenere e raggiungere una consolidata posizione monopolistica nel settore degli appalti pubblici comunali e nella gestione del cimitero comunale, ottenendo negli ultimi anni appalti per oltre due milioni di euro, ai cui guadagni devono essere aggiunti quelli "in nero" ot tenuti attraverso la vendita illecita di loculi cimiteriali e tutto il vasto indotto rappresentato dalla vendita di servizi funerari da parte di imprese sempre collegate alla famiglia Aiuola». Proprio la «gestione disinvolta» del loculi cimiteriali, secondo la Procura, è ciò che getta una luce di «allarme sociale e offesa ai valori fondanti della società civile» sull'intera vicenda. E non solo perché «la vendita è assolutamente illegale, in quanto i loculi sono oggetto di concessione trentennale da parte del Comune, mentre nella piena consapevolezza dei funzionari venivano gestiti dalla concessionaria a suo piacimento, con la vendita a prezzi tripli rispetto a quelli indicati nel regolamento comunale». Vale a dire dai tre ai cinquemila euro contro i 1800 euro indicati nel regolamento dell'amministrazione rionerese. Ma soprattutto perché, secondo quanto emerso dalle indagini e dalle intercettazioni, «per avere la disponibilità di loculi da rivendere, alcuni venivano svuotati delle salme contenute. Già da oggi - ha assicurato il Procuratore - partiranno le ricerche di questi resti umani buttati in fosse comuni, e quando saranno ritrovati saranno effettuati gli esami del dna per identificare i resti e restituirli alle famiglie». Le indagini, ha voluto sottolineare il Procuratore Curcio «sono nate grazie alla coraggiosa denuncia di un imprenditore locale che non si è limitato ad una segnalazione anonima ma ha documentato queste illegalità. Sulla base di tale denuncia e grazie al grandissimo lavoro della Polizia di Stato». Non sono indagati componenti delle amministrazioni comunali che si sono succedute a


Foto: GRIDO DELL'ADE Commercio illecito di loculi al cimitero di Rionero: i dettagli dell'operazione «Il grido dell'Ade» [foto Tony Vece]