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30/06/2020

Appalti e assunzioni Le tangenti corrono in autostrada

La Repubblica - Salvo Palazzolo

I lavori sulla Palermo-Messina affidati in cambio di incarichi ad amici e parenti: l'inchiesta sul Cas e le nuove ombre sul carrozzone regionale
Al Consorzio autostrade siciliane sospettavano un nuovo giro vorticoso di appalti truccati e di favori. All'improvviso, una microspia piazzata per un'altra indagine registrò una dipendente che raccontava all'allora direttore generale di strane voci che giravano nei corridoi dell'ente. Si diceva, con una certa insistenza, che due funzionari di rilievo, Angelo Puccia e Alfonso Schepisi, chiamati a coordinare appalti importanti, chiedevano alle ditte aggiudicatarie dei lavori di assumere amici e parenti. Era più di una voce. Era il concreto sospetto di tangenti sugli appalti. Tanto che la Procura e la Dia decisero di approfondire, intercettando quei funzionari.
Così è emerso l'ennesimo scandalo nell'ente regionale sempre più al centro di polemiche e inchieste per il cattivo stato di manutenzione della Palermo-Messina e della Messina-Catania, nonostante i milioni di euro spesi. Questa volta, le indagini della Dia di Messina coordinate dalla procura diretta da Maurizio de Lucia hanno portato a tre misure cautelari nei confronti di due funzionari (proprio quelli di cui si parlava nei corridoi dell'Ente, ma li nessuno controllava) e di un imprenditore milanese. Un altro spaccato significativo del carrozzone Cas: le intercettazioni raccontano di funzionari impegnati più a ottenere assunzioni che a vigilare sull'esecuzione dei lavori e dunque sulla sicurezza delle strade.
Funzionari e politica Converrà partire proprio da loro, i funzionari accusati di essere gli ultimi ras delle tangenti, per scattare una fotografia aggiornata dell'ente che gestisce 389 chilometri di autostrade e 80 milioni di pedaggi all'anno, ma solo una minima parte è destinata alla sicurezza, mentre su altre spese del passato - quelle legali - ha chiesto spiegazioni l'autorità anticorruzione. Angelo Puccia, 60 anni, che al Cas è stato responsabile unico di procedimenti e direttore dei lavori, è attualmente anche consigliere comunale a Castelbuono: ora è agli arresti domiciliari. Alfonso Edoardo Schepisi, 68 anni, con un passato di consigliere comunale e assessore a San Piero Patti, è stato invece sospeso dal servizio per quattro mesi. La sua vicenda professionale è davvero curiosa: nonostante le voci che giravano al Cas, l'anno scorso, dopo la pensione, ha avuto un incarico a titolo gratuito per continuare a collaborare con il Consorzio, e dunque ad avere rapporti con le imprese. Un incarico partito nel gennaio di quest'anno. «Per trasferire ad altri soggetti la professionalità e le competenze ampiamente dimostrate in servizio - recita il decreto del direttore generale - ma anche per agevolare l'attività dei funzionari e del personale tecnico sia in relazione alle pratiche pregresse ancora in corso, sia a quelle già programmate».
L'indagine, che ha portato anche al divieto di contrarre con la pubblica amministrazione per l'imprenditore milanese Fabrizio Notari, racconta invece tutta un'altra storia.
Nel 2013 e nel 2015 la Notari spa ha assunto due nipoti di Schepisi e un amico di Puccia, che aveva lavorato nello studio della moglie. Agli indagati vengono contestati a vario titolo i reati di reati di corruzione, falso ideologico, turbativa d'asta, tentata truffa aggravata, induzione indebita a dare a o promettere utilità e corruzione. Nell'indagine, sono coinvolti altri cinque imprenditori.
Appalti ai raggi X All'attenzione dell'indagine sono finiti alcuni dei principali lavori effettuati negli ultimi anni lungo due tratti autostradali che il gip Tiziana Leanza definisce «già drammaticamente e notoriamente afflitti da gravi carenze strutturali». In quei tratti di autostrada ci sono stati parecchi incidenti, anche mortali. E, adesso, questa inchiesta avanza nuovi pesanti dubbi sull'esecuzione dei lavori. Lo conferma il procuratore aggiunto Rosa Raffa, che ha coordinato l'inchiesta: «Ancora una volta - dice - abbiamo assistito ad un uso distorto della funzione pubblica che in alcuni casi ha riguardato la regolarità formale dei lavori, mentre in altri ha avuto riguardo alla sicurezza perché la certificazione di regolare esecuzione sostanzialmente era parificata ad un collaudo».
Così gestivano i lavori L'appalto per la messa in sicurezza delle gallerie "Tindari" e "Capo d'Orlando" della A-20 Messina-Palermo - base d'asta 25 milioni - venne aggiudicato all'associazione temporanea di imprese "Luigi Notari spa-Costruzioni Bruno Teodoro spa" nonostante un'offerta «anormalmente bassa».
Ci pensarono Puccia (all'epoca Rup) e Schepisi (direttore dei lavori) ad attestare che l'offerta era «attendibile ed affidabile» e che le «giustificazioni documentate» fossero «sufficienti ad escludere l'incongruità dell'offerta». Alle 23,07 del 29 dicembre 2014, pochi giorni dopo le feste di Natale, Schepisi gira una e mail a Puccia: «Ho provveduto a consultare diversi colleghi operanti nello stesso ramo, nonché diverse imprese ed operatori economici, dai quali ho avuto conferma e assicurazione che i prezzi unitari offerti per l'appalto in oggetto sono in linea e in perfetta sintonia con il mercato oggi praticato». Nessuna ulteriore relazione allegata. Sarebbero stati truccati anche l'appalto per il ripristino dell'asfalto drenante del viadotto Catalano, sulla Messina-Palermo, e quello per la riapertura della galleria Sant'Alessio, lungo la Messina-Catania. «Gravi irregolarità» sono state rilevate anche nella realizzazione di un importante sistema di sicurezza nelle gallerie. a scheda Indagini e sequestri una storia travagliata 1 Il Consorzio Il Cas è un ente regionale che gestisce tre autostrade: la Palermo-Messina, la Messina-Catania e la Siracusa-Gela in costruzione.
Ha oltre 400 dipendenti e un bilancio da 60 milioni Le polemiche Ad inizio legislatura il governo Musumeci puntava a liquidare il Cas, a causa dei debiti e della scarsa efficienza del Consorzio nella gestione e nella manutenzione della rete autostradale, con crediti elevati verso i fornitori I sequestri Negli ultimi anni la magistratura è intervenuta più volte chiedendo il sequestro di ponti e gallerie perché pericolosi e senza manutenzione da anni: l'ultimo sequestro il 20 maggio scorso 4 Le indagini Il Cas è stato al centro di diverse indagini delle procure competenti, da quella della Dia per la manutenzione di ponti e viadotti all'ultima di ieri per corruzione nella gestione degli appalti

Foto: Procuratore Maurizio de Lucia, capo della procura di Messina, coordina l'inchiesta sul Consorzio autostrade siciliane, che ha sede nella città dello Stretto


Foto: Ai domiciliari Angelo Puccia, 60 anni, al Cas è stato responsabile unico di alcuni procedimenti e direttore dei lavori. È consigliere comunale a Castelbuono