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14/07/2020

Appalti diretti alla corte del sindaco

Giornale di Sicilia

Terremoto al Comune di Santa Caterina Villarmosa, scattano sedici misure cautelari
Lavori pubblici per 7 milioni e mezzo sarebbero stati gestiti con un sistema definito quasi feudale. Gli investigatori: in cambio favori di tutti i generi «Solo gli amici» Nella rete dirigenti, a m m i n i s t rat o r i e imprenditori Sospesi due architetti
Vincenzo Falci SANTA CATERINA Una gestione feudale degli appalti. Secondo criteri clientelari e familiaristici. Con lavori pubblici che sarebbero andati a imprenditori compiacenti disposti a ricambiare in ogni modo, anche offrendo «in regalo» le escort, l ' aggiudicazione degli appalti. Questo il sistema che per anni, dal 2017 a oggi, avrebbe regolato gli appalti al Comune di Santa Caterina Villarmosa per un ammontare valutato nell ' o rd i n e dei 7 milioni e mezzo di euro. Una strutturazione che, secondo carabinieri e guardia di finanza di Caltanissetta, avrebbe avuto nel sindaco di Santa Caterina, Antonio Fiaccato il dominus di quello che il gip Valentina Balbo, tra le pieghe dell ' ordinanza, ha etichettato come «un pactum sceleris che trova linfa nell ' amminist razione comunale caterinese». Quello smascherato da carabinieri e fiamme gialle e che ha fatto finire al centro del dossier «Cerbero» i nomi di amministratori, dirigenti pubblici, imprenditori e professionisti. Sono sedici i destinatari di varie misure, personali e interdittive, mentre i nomi globalmente finiti al centro dell ' inchiesta sono 32. Arresti domiciliari per lo stesso sindaco Fiaccato, il suo vice, Agatino Macaluso e l ' assessore comunale Giuseppe Natale. Mentre è stato imposto il divieto di dimora nel centro caterinese dell ' ex assessore e già consigliere comunale Calogero Rizza. Sospesi dall ' esercizio di un pubblico ufficio o servizio Clara Lacagnina segretaria generale del Comune, Salvatore Di Martino funzionario dell ' Ufficio tecnico e Gino Giuseppe Di Martino capo del settore finanziario del Comune. Imposto il divieto di esercitare attività imprenditoriale o di ricoprire uffici direttivi di persone giuridiche all ' imprenditore edile Pasqualino Giambra, l ' impresario Luigi Cannella, Giuseppe Cannavò amministratore e socio di «Uno@uno Differenziata srl» e Giuseppe Carsidona della «Carsidona Maro e figli srl». Obbligo di soggiorno a Santa Caterina per l ' imprendito re nel settore edile Salvatore Pignato, il consigliere comunale Daniela Seminatore e l ' ex assessore e in passato consigliere Alfonso Carvotta. Sospesi dall ' esercizio della professione, invece, due professionisti, ossia l ' architetto Guglielmo Messina ex capo dell ' Ufficio tecnico e l ' i n ge g n e re Salvatore Grasso dello studio di progettazione «Europrogetti». Nessun provvedimento per Michele Dell ' Uomini capo dell ' Ufficio tecnico e per Cristina Rizza (figlia di Calogero) presidente del consiglio comunale caterinese per la quale, invece, la procura ha chiesto la misura cautelare. E, ancora, avvisi di garanzia per Calogero Fabio Massimo Liotta e Paolo Maria Pennisi commercianti di prodotti informatici, Giuseppe Lo Vetere titolare di una ditta individuale, Ilenia Giuseppina Pignato (sorella dell ' im prenditore Salvatore) amministratrice della «Modern designer», Michele Amico amministratore di «Nuovo modulo srl», l ' imprenditore Giovanni Giambra, Giuseppe Riccardo Falzone procuratore speciale di «Nuovomodulo», il fratello, Massimo Falzone a capo della ditta «Max cantieri», Carlo Frattallone, Eugenio Diego Salvaggio della «Pa digitale Siclia», l ' imprendi tore Alfonso Gaetano Ippolito, Arcangelo Bruno, Giuseppe Bruno della «Antiqva domvs» e Giuseppe Panepinto che ha spiegato di essere «semplicemente il legale di questa società («Antiqva domvs» ndr) ... sono all ' oscuro della vicenda ed estraneo alle accuse». La procura ha contestato agli indagati (avvocati Giuseppe Dacquì, Ernesto Brivido, Alberto Fiore, Walter Tesauro, Davide Schillaci, Giacomo Butera, Daniele Osnato, Salvatore Falzone, Valentina Fiorenza e Donatella Baglio Pantano) le accuse, a vario titolo, di associazione a delinquere, concussione, corruzione, turbata d ' asta e falso ideologico, abuso di ufficio. E sono parecchi gli appalti finiti al centro dell ' indagine. Semplice, secondo la tesi accusatoria, il sistema. Ricorrendo allo «spacchettamento» della gare, si sarebbero tenuti a importi entro i 40 mila euro, il cosiddetto «sotto soglia», così da potere ricorre all ' affidamento diretto o fiduciario. E in cambio di quei presunti affidamenti clientelari, sarebbe stato offerto di tutto. (*VIF *) © RIPRODUZIONE R I S E RVATA

Foto: L ' operazione Cerbero. Gli appalti assegnati senza gara perchè al di sotto dei 40 mila euro