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19/06/2021

Appalti di servizi, valido il principio di equivalenza

ItaliaOggi

Il cosiddetto principio di equivalenza di cui all'art. 68 del Codice appalti trova applicazione ex lege anche negli appalti di servizi. E' quanto ha precisato il Consiglio di Stato, sezione quarta, con la pronuncia del 7 giugno 2021 n. 4353 con riferimento alla disciplina delle specifiche tecniche, cioè delle caratteristiche tecniche, previste dalla stazione appaltante al fine di definire l'oggetto dell'appalto, inserite fra i documenti di gara, alle quali l'offerta di ciascun concorrente deve conformarsi. Con il principio d'equivalenza ogni partecipante alla gara ha la possibilità di proporre soluzioni alternative a quelle stabilite dalle specifiche tecniche, purché le nuove proposte rispettino in maniera pressoché equivalente i requisiti prescritti nel bando di gara. I giudici hanno affermato che il principio di equivalenza trova applicazione ex lege anche negli appalti di servizi, come peraltro come ad abundantiam reso evidente dall'allegato XIII, comma 1, lett. b), del Codice appalti, ove si dettaglia il contenuto delle specifiche tecniche «nel caso di appalti pubblici di servizi o di forniture». Si legge anche, nella sentenza, che «il principio di equivalenza trova applicazione anche in assenza di un'espressa previsione del bando, in quanto principio generale della materia degli appalti pubblici». Nel merito, il Consiglio di Stato ha precisato che anche in virtù del richiamo dell'allegato XIII al Codice, si trae l'ulteriore conferma che le «caratteristiche minime stabilite nella documentazione di gara» non debbono intendersi come vincolanti nella forma, ma soltanto negli effetti. Per quanto riguarda la competenza, hanno detto i giudici, la valutazione della stazione appaltante ha natura tecnico-discrezionale ed è, come tale, sindacabile in sede giurisdizionale solo ab externo in presenza di macroscopiche abnormità, afferendo al margine di valutazione ex lege riservato all'Amministrazione. L'apprezzamento, non deve esternarsi un una specifica dichiarazione (non richiesta da alcuna norma), ma è implicito nell'attribuzione di punteggio al concorrente.