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31/05/2019

Appalti di pulizia, oggi lo sciopero del personale

Il Gazzettino

IL PRESIDIO
PORDENONE Lavoratori degli appalti di pulizia e dei servizi integrati in presidio questa mattina davanti all'ospedale di Pordenone, in concomitanza con lo sciopero nazionale in programma per l'intera giornata lavorativa di oggi, con manifestazione a Roma. Su iniziativa di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti e Uiltucs, i lavoratori si ritroveranno a partire dalle 9,30 in via Montereale per uno sciopero con volantinaggio che ha una duplice ragione: da una parte il mancato rinnovo, da sei anni a questa parte, del contratto nazionale; dall'altra il no alle nuove politiche sugli appalti.
LO SCIOPERO
La scelta del sito è motivata, spiega Daniela Duz (Filcams Cgil), dalla volontà di mettere a conoscenza l'utenza dell'importanza del ruolo svolto da questi lavoratori, che garantiscono le condizioni igienico-sanitarie di siti di utilizzo collettivo, alcuni dei quali particolarmente delicati come gli ospedali appunto, le case di riposo e le scuole. Si tratta soprattutto di donne - precisa Duz -, con contratti da pochissime ore alla settimana e dunque salari bassissimi, che creano criticità economiche e quindi sociali. Sono lavoratori - aggiunge - che tremano a ogni cambio di appalto, perché si vedono continuamente ridotte le ore di contratto. Il primo motivo dello sciopero è appunto il mancato rinnovo di un contratto scaduto ormai da 72 mesi: Sono state perde due tornate di rinnovo - continua Duz -, il che significa mancato adeguamento dei salari al costo della vita. Si vuole mettere mano al riconoscimento economico del trattamento di malattia e, inoltre, non si trova l'accordo sull'aumento salariale. La seconda questione sono le possibili modifiche al Codice degli appalti, con provvedimenti che minano la tenuta delle clausole sociali che garantiscono il mantenimento del livello occupazionale.
IL DECRETO
Nel mirino, il cosiddetto decreto sblocca cantieri, che ripristina il massimo ribasso per l'aggiudicazione e allarga il ricorso al subappalto, senza indicazione dei subappaltatori, con conseguenti tagli sugli orari di lavoro. C'è il rischio - che il criterio maggiormente considerato nell'aggiudicazione delle gare diventi quello del massimo ribasso, e non quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa. L'impatto sarebbe pesantissimo sugli appalti ad alta densità di manodopera, che sono quelli che fanno riferimento a questo contratto nazionale. Per questo vogliamo chiedere politiche sugli appalti che siano garanti della qualità del lavoro e del servizio prestato. E questo a beneficio dell'intera cittadinanza.
L.Z.
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