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09/06/2020

Appalti del Brennero la trevigiana Emaprice indagata «Siamo estranei»

Corriere del Veneto - Dafne Roat Milvana Citter

Il legame Al centro dell'indagine ci sono i rapporti tra l'ingegner Bergmeister e l'azienda di Possagno
«Massima trasparenza con gli inquirenti. Sicuri che sarà accertata la nostra totale estraneità alla vicenda». Con una nota ufficiale, la famiglia Daniele fa scudo sul ruolo della sua azienda, la Emaprice di Possagno, nel Trevigiano, finita nell'inchiesta della procura di Trento su presunti appalti irregolari nei cantieri trentini. Otto gli indagati, tra i quali i responsabili della società trevigiana, con ipotesi di reato, a vario titolo, di turbata libertà degli incanti, truffa, falsità materiale, peculato e rivelazione del segreto d'ufficio. Al centro dell'indagine ci sono i rapporti tra l'ingegnere Konrad Bergmeister e la società di Possagno. Il primo con un doppio ruolo, quello pubblico di ex amministratore per la parte austriaca della Bbt, società responsabile della costruzione del tunnel del Brennero, e quello privato di progettista per Emaprice. Società che, per gli inquirenti avrebbe un ruolo centrale in quanto impegnata in diversi cantieri collegati al tunnel del Brennero. In Austria in val Padaster, dove tra il 2012 e il 2013, ha realizzato il portale di accesso per il cunicolo di drenaggio. Ma anche in Italia dove nel 2019 si è aggiudicata l'appalto da 7,5 milioni per il collegamento tra la statale 12 e l'area di cantiere della Bbt. Tutti incarichi che la società ha vinto con regolare gara d'appalto e tutti, secondo la procura, assegnati allo studio dell'ingegnere altoatesino. Ipotesi smentita però dai Daniele che precisano: «Emaprice non ha conferito alcun incarico allo studio Bergmeister per le predette opere». Sotto la lente degli inquirenti ci sono in particolare 4 appalti e i presunti accordi illeciti con cui sarebbero stati affidati, che hanno portato, il 26 maggio la guardia di finanza a perquisire le sedi della società per acquisire documenti relativi ad appalti e lavori. Oltre al tunnel del Brennero (Emaprice era stata incaricata anche dei lavori per il nuovo collegamento stradale tra la statale 12 e la futura area di emergenza a servizio dall'area di base del Brennero) sono stati acquisiti tutti i documenti relativi allo svincolo di Trento nord, opera del costo complessivo di 30 milioni euro, in parte pagata da A22 (l'investimento di Autostrada del Brennero è di 12 milioni di euro). I lavori sono iniziati a fine maggio del 2019 e prevedono la realizzazione dello svincolo tra la tangenziale di Trento e la strada provinciale 235 dell'Interporto. Così come i lavori per il ponte in val Nambrone (costo 500.000 euro) e i lavori di messa in sicurezza del Viadotto Canova di Gardolo affidati alla società di costruzione trevigiana. «La gara per l'appalto dello svincolo di Trento Nord non è stata vinta da Emaprice - precisa la società -, che ha partecipato indicando due studi di progettazione, tra i quali Bergmeister. Emaprice era arrivata seconda e ha avuto l'incarico solo perché la prima classificata ha rinunciato. In occasione delle verifiche della Guardia di Finanza, abbiamo fornito massima trasparenza e collaborazione per poter mettere in luce la regolarità e correttezza del nostro operato, certi che la procura di Trento accerterà si spera velocemente l'estraneità di Emaprice alla vicenda».

Gli indagati

8

Sono otto gli indagati dalla Procura di Trento per una serie di appalti «sospetti». Tra questi otto ci sono i responsabili della società Emaprice di Possagno (nel Trevigiano), con ipotesi di reato, a vario titolo, di turbata libertà degli incanti, truffa, falsità materiale, peculato e rivelazione del segreto d'ufficio.

Foto: Infrastrutture Emaprice si è occupata anche dello svincolo di Trento Nord