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24/02/2021

Appalti Covid, il pm al lavoro sui rapporti Ebris-Zooprofilattico

La Repubblica - d.d.p. - co.sa.

Il caso
Nel cda della fondazione c'è Coscioni, braccio destro di De Luca
Hanno eseguito tamponi per la Regione per oltre 1 milione di euro. Ovvero, 23mila test molecolari per coprire molte scuole. E il grande monitoraggio salernitano, ad opera della Fondazione Ebris, la cui sede storica si affaccia sul panorama mozzafiato dello storico monastero di San Nicola, è appena agli inizi. Ma ora la Procura di Napoli, che ha indagato il professore Enrico Coscioni, membro del Cda di Ebris di Salerno, vuole vederci chiaro nel rapporto tra quel centro di ricerca e l'Istituto Sperimentale Zooprofilattico del Mezzogiorno. Specie alla luce di due elementi. Innanzitutto, il trasferimento di macchinari e reagenti dall'ente pubblico, lo Zooprofilattico di Portici, verso Ebris. E il ruolo di Coscioni, il professionista dai molteplici incarichi: braccio destro del governatore Vincenzo De Luca e suo consigliere per la Sanità; professore e primario al Ruggi d'Aragona; presidente nazionale di Agenas, l'agenzia chiamata a controllare il funzionamento dei sistemi sanitari delle regioni. Sul tavolo dei magistrati che si occupano di eventuali illeciti in servizi e appalti anti-Covid - i pm Antonello Ardituro, Simone De Roxas, Mariella Di Mauro e Henry John Woodcock coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio - verosimilmente sono diverse le domande da sciogliere. Come mai Ebris è entrata a far parte, come soggetto esterno, della rete dei laboratori Coronet Campania? In quell'elenco, compaiono Asl, ospedali e naturalmente il centro di riferimento del Cotugno, insieme con società consortili di ricerca universitarie, come Biogem e Ceinge. Su quali basi sono stati affidati al centro salernitano i servizi che prevedono migliaia di test al giorno? Gli operatori del centro di ricerca salernitano, nato nel 2012 ad opera del Comune di Salerno (che nomina Coscioni e il professor Corrivetti) e del Massachusetts General Hospital di Boston, hanno sottoposto al test molecolare già migliaia di allievi degli istituti cittadini, e presto potrebbero essere coinvolti dallo screening anche quelli della provincia. Per ognuno di quei tamponi, vale il rimborso stabilito dalla Regione: 42, 5 euro. E le prestazioni aumentano di giorno in giorno: al ritmo di 500 test ogni 24 ore, grazie anche a nuove assunzioni di biologi. Lo Zooprofilattico è, invece, un ente pubblico: lo storico polo per le ricerche sulla sanità animale di Portici, il cui vertice, il Dg Antonio Limone, figura sotto inchiesta - proprio con Coscioni con l'ipotesi di turbativa d'asta. Una storia cominciata ai primi di aprile dello scorso anno, quando Repubblica ricostruisce e spiega una strana anomalia. La centrale di spesa regionale, Soresa, apre una manifestazione d'interessi che dura il tempo di una notte, per aprire ai laboratori privati l'esecuzione di tamponi; proprio mentre, nello stesse ore, lo Zooprofilattico incaricato di processare un imponente numero di test, acquista e trasferisce mezzi e uomini propri in un centro diagnostico di Casalnuovo, l'istituto Ames di Antonio Fico. Circostanze che saranno acquisite dalla Procura, nei giorni successivi, e culmineranno in perquisizioni e avvisi di garanzia a carico di Limone e Fico.
Il presidente di Ebris, Alessio Fasano, professore di Pediatria all'Mgh Harvard Medical School, ha già risposto, due giorni fa, ai dubbi di Repubblica da Boston. «I nostri laboratori e la nostra struttura offriva tutte le garanzie - sottolinea Fasano non ultima quella della consegna dei risultati entro 24 ore al massimo.
Io credo inoltre, che in questa tragica pandemia, su cui abbiamo ancora pochissime certezze e molti rischi, dobbiamo tutti dare il nostro contributo scientifico». Così ecco la richiesta ufficiale, una lettera di Ebris inviata a novembre in Regione dice che il centro «è costituito con laboratori ed attrezzature in grado di eseguire il processamento dei tamponi». In Cda siede Coscioni, il braccio destro del presidente. Poco dopo, Ebris procede. Sono già a quota 23mila.
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Foto: kLa sede La fondazione Ebris a Salerno