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20/02/2021

Appalti Covid, Coscioni indagato all’esame anche la Fondazione Ebris

La Repubblica - Dario Del Porto Conchita Sannino

Il braccio destro di De Luca è con altri 14 in vari filoni d'inchiesta sulla sanità campana
Nell'inchiesta sugli appalti dell'emergenza Covid entra anche Enrico Coscioni, potente braccio destro del governatore Vincenzo De Luca nel delicatissimo settore della sanità. La Procura indaga sulle convenzioni di Ebris, acronimo in inglese di Istituto europeo di ricerche biomediche di Salerno, la fondazione nel cui consiglio di amministrazione siede il cardiochirurgo, che è anche presidente dell'Agenas, l'Agenzia nazionale incaricata di valutare l'efficienza dei sistemi sanitari regionali. Coscioni è uno dei quindici indagati per i quali la Procura ha chiesto la proroga delle indagini preliminari avviate lo scorso aprile.
L'inchiesta che il procuratore Giovanni Melillo ha voluto affidare a un pool di quattro pm, Antonello Ardituro, Simone De Roxas, Mariella Di Mauro e Henry John Woodcock, è ancora nella fase iniziale e prende in esame diversi filoni, quasi una decina, nei quali è ipotizzato il reato di turbativa d'asta. Si va dai tamponi alle mascherine fino alla realizzazione dei Covid Hospital. Nell'elenco ci sono fra gli altri il direttore dell'Istituto zooprofilattico di Portici, Antonio Limone, l'imprenditore Antonio Fico, titolare del centro di analisi Ames di Casalnuovo, il presidente di Soresa Corrado Cuccurullo; ma anche i fratelli Alberto ed Enrico Venturato, titolari della "Med" di Padova, l'impresa che si è aggiudicata l'appalto per la realizzazione degli ospedali modulari a Ponticelli, Caserta e Salerno; il consigliere regionale Luca Cascone, altro fedelissimo del governatore, il dirigente della Protezione civile regionale Italo Giulivo, e alcuni imprenditori. In questo elenco, tra gli indagati per i quali i pm hanno chiesto la proroga non figura invece il nome del manager dell'Asl Napoli 1 Centro Ciro Verdoliva, che ad agosto era stato tra i destinatari delle perquisizioni.
L'avviso non è motivato, dunque sui capitoli investigativi all'esame dei pm si possono fare solo ipotesi. Ma alcuni punti da cui partire ci sono. Il nome di Coscioni è segnato accanto a quelli di Limone, Fico e Cuccurullo. Come raccontato da Repubblica lo scorso dicembre, l'Istituto Zooprofilattico ha siglato a ridosso delle festività natalizione una convenzione da 120mila euro con Ebris per uno studio sui disturbi dello spettro autistico nei bambini, mentre la Regione a novembre aveva affidato un progetto da 300mila euro per la ricerca sul Covid e la "prevenzione del danno polmonare acuto in pazienti anziani" alla fondazione di cui è consigliere di amministrazione Coscioni, e che in questi mesi si è occupata anche di attività legate ai tamponi. Ad agosto, con la perquisizione disposta nei confronti di Limone e Fico, i pm avevano spiegato di voler approfondire le possibili «criticità» emerse «nelle procedure di affidamento dei dei tamponi finalizzato al monitoraggio della diffusione del virus».
Lo Zooprofilattico è legato al centro Ames (che si è aggiudicato mesi fa una gara per processare i tamponi bandita dalla Regione Lombardia) da un contratto per analisi e campionamento nella Terra dei Fuochi formalizzato un anno fa dopo un bando del 2019. In piena emergenza Covid, l'istituto si è fatto autorizzare dalla Regione a utilizzare a titolo gratuito i locali di Casalnuovo inserendo una clausola nel contratto. Nello stesso periodo, la Soresa aveva avviato una manifestazione d'interesse per coinvolgere i privati nell'analisi dei tamponi fissando un tetto ritenuto troppo elevato dall'associazione dei piccoli laboratori Federlab. Dopo le perquisizioni, gli avvocati di Limone e Fico replicarono sottolineando che l'istituto di Portici «non ha indetto gare né c'entra qualcosa con Soresa» e che il laboratorio di Casalnuovo era «un'eccellenza europea non ha realizzato alcun tampone per la Regione».
Anche la difesa di Cuccurullo aveva ribadito che Soresa ha «agito nel pieno rispetto delle normative».

24 dicembre 2020

la Repubblica

L'articolo di Conchita Sannino sulla pioggia di fondi destinati alla Fondazione di Coscioni

Foto: jConsulente Enrico Coscioni