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09/04/2021

Appalti, codice da congelare divisi governo e Authority

Il Mattino

Recovery, Antitrust e Forza Italia insistono «Affidare le gare solo con le regole dell'Ue»
LA SFIDA
Valentino Di Giacomo
L'Anac è contraria, l'Antitrust è favorevole, le forze di maggioranza che sostengono il governo sono divise con il ministro per le Politiche sociali Enrico Giovannini da una parte e quello della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, dall'altra. È il quadro che emerge sulla possibilità di sospendere il Codice degli appalti in vista dell'arrivo dei fondi del Next Generation Eu. Una sfida senza esclusioni di colpi, ma su cui si gioca per gran parte il futuro prossimo dell'Italia. Una vera e propria disputa, anche tra chi occupa ruoli di vertice negli organigrammi istituzionali. L'ipotesi della sospensione del Codice degli appalti è motivata dal tentativo di provare a velocizzare le procedure di spesa dei 200 miliardi destinati all'Italia del Recovery Plan per la ripresa economica post-pandemia. Resta però fortissimo l'allarme da parte di magistratura e forze dell'ordine sul rischio che una parte di quei soldi, che servirebbero a far ripartire l'Italia, possano finire nelle mani della criminalità organizzata. Un tema delicatissimo su cui il presidente del consiglio Mario Draghi sta facendo ogni genere di approfondimento per trovare un punto di equilibrio. Intanto, come forse mai era accaduto fino ad ora, due Authority cruciali nell'organigramma delle istituzioni italiane, si trovano su due fronti completamente opposti: l'Anac da una parte, l'Antitrust dall'altra.
L'ANTICORRUZIONE
A scongiurare l'ipotesi del congelamento del Codice degli appalti è stato ieri - con un'intervista esclusiva al nostro giornale - il presidente dell'Anac (l'Autorità anti-corruzione) Giuseppe Busia. «Si può intervenire con il bisturi - ha detto il capo dell'Authority - ma non con l'accetta». Una presa di posizione forte, ma non condivisa neppure da una parte delle forze politiche che compongono l'attuale maggioranza dell'esecutivo di Mario Draghi. C'è chi spinge - come Forza Italia, ma anche il capo dell'Antitrust - per regolare le gare di appalto soltanto con le norme Ue, ma l'ipotesi sembra non fare i conti con la realtà. «Non possiamo immaginare una semplice sospensione, totale e immediata, del Codice degli appalti - ha detto Busia - e il ricorso alle sole direttive europee. Anzi, tale scelta, lungi dal portare un'accelerazione, rischierebbe di bloccare le gare per l'improvvisa assenza di riferimenti certi». Secondo il numero uno dell'Anticorruzione si potrebbe implementare, semmai, la disciplina del Codice degli appalti investendo maggiormente nelle procedure di digitalizzazione. Varie le proposte dell'Autorità presieduta da Busia già recepite, tra l'altro, dalla commissione Ambiente della Camera.
L'ANTITRUST
Di tutt'altro parere è invece il presidente dell'Antitrust, Roberto Rustichelli. «Il labirinto di norme - ha detto al Corriere il numero uno dell'Authority - si trasforma in una barriera. Poiché viviamo in una situazione eccezionale, non possiamo applicare regole normali in un periodo che normale non è. Bisogna temporaneamente sospendere il Codice degli appalti». Riflessioni che sono però subito state stoppate dal ministro Giovannini. «Al momento - ha detto il titolare delle Politiche sociali - la sospensione non è considerata utile, anche perché è un riferimento per tantissime opere e stazioni appaltanti, va maneggiata con grande cura. Insieme al ministro Brunetta stiamo lavorando intensamente insieme alle istituzioni per accelerare il percorso degli appalti, ma anche per rivedere insieme ad altri ministri gli iter amministrativi per le grandi opere. Anche i ministri Cingolani e Franceschini stanno operando per essere più rapidi». Posizione condivisa dall'intero Pd con il responsabile dei Democrat per la Transizione ecologica, Chiara Braga. Di ben altro segno Forza Italia che ieri, in una conferenza sul Dl Sostegni presieduta da Antonio Tajani, ha proposto la sospensione del Codice degli appalti. Sul tavolo del premier Draghi, in pratica, si prevede arrivi un'altra patata bollente su cui bisognerà necessariamente trovare un punto di equilibrio. Resta, tecnicamente, il problema che molte delle direttive europee in tema di appalti rimandino proprio alle norme italiane e quindi a quel Codice che si vorrebbe congelare.
LA SOLUZIONE
Al di là delle scelte di Draghi e dell'esecutivo che saranno vagliate in Parlamento nel Dl Semplificazioni, da Palazzo Chigi viene ribadito come per la spesa dei 200 miliardi del Next Generation si farà certamente ricorso al cosiddetto Modello Expo, le regole che consentirono, in vista della Fiera Mondiale di Milano nel 2015, di riuscire a coniugare l'avanzamento dei lavori dati in appalto con il rispetto delle leggi anticorruzione. In particolare si punterà sul congelamento dei profitti nel caso una ditta che ha ottenuto un appalto venisse indagata per qualche illecito. Norme che consentono di far proseguire i lavori appaltati dall'azienda oggetto di indagine, ma di congelarne i profitti finché la società non è prosciolta. Ma intanto, sulla sospensione o meno del Codice degli appalti, una decisione andrà presa. Alla finestra anche i clan della criminalità organizzata.
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