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22/05/2021

Appalti, chiesto il processo anche per due faentini

QN - Il Resto del Carlino

Indagini chiuse e richiesta di rinvio a giudizio: è il primo epilogo della vicenda su un presunto giro di appalti illeciti nel Comune di Modigliana, nel Forlivese. La procura di Forlì chiede così il processo per 11 indagati tra cui due faentini. Tre di loro sono tuttora agli arresti domiciliari: l'ex dirigente comunale Flavio Magalotti, 53 anni, (s'è dimesso dalla carica un mese fa), l'ex presidente del Forlì Calcio, il 56enne Stefano Fabbri, e Stefano Cavina, 57enne piccolo imprenditore di Tredozio. Gli altri 8 sono invece a piede libero. Si tratta di piccoli imprenditori e artigiani residenti nel Forlivese e a Faenza. Per tutti appuntamento in tribunale, per l'udienza preliminare, il 30 giugno, davanti al giudice Maurizio Lubrano. I capi d'imputazione, nei casi più gravi, parlano di peculato e falso ideologico. Nella visione accusatoria, firmata dal capo della procura Maria Teresa Cameli e dal pm Laura Brunelli, gli indagati vengono indicati responsabili «d'essersi appropriati di denaro del Comune di Modigliana» e aver scritto verbali e redatto fatture per «lavori non necessari... e mai eseguiti». La vicenda esplode l'11 dicembre 2020 quando i carabinieri di Forlì si presentano in municipio a Modigliana: l'obiettivo è Magalotti, dirigente organizzativo di area tecnica e lavori pubblici. In mano gli inquirenti hanno l'ordinanza di custodia cautelare e il relativo ordine di sequestro. Secondo l'accusa nel giro di due anni, tra giugno 2018 e la primavera 2020, Magalotti avrebbe avviato un ingranaggio di appaltazione a ciclo costante. Lavori che, sostiene la procura, non sarebbero «mai stati fatti». I militari arrivano pure alla società Romolo Venturelli (che si occupa di impiantazione e attrezzaggio per lavori edili); l'amministratore è il predappiese Stefano Fabbri, dal 2014 al 2018 numero uno e attuale socio del Forlì Calcio. A Tredozio, alla CG Edil, l'ordine di custodia cautelare e l'atto di sequestro è per Stefano Cavina. A spingere per la custodia cautelare dei tre, è un appalto su tutti. Quello per la ristrutturazione dell'edificio comunale di Modigliana noto in paese come «l'ex macello». Un affare da 63mila euro. Nel mirino sono poi finiti diversi piccoli appalti.