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19/06/2019

Appalti: ‘carro attrezzi’ nel mirino

QN - Il Resto del Carlino

di ALESSANDRA CODELUPPI TRA gli appalti del Comune finiti sotto la lente di ingrandimento della Finanza - nell'inchiesta che vede quindici indagati - c'è quello relativo alla rimozione dei veicoli e ripristino della sicurezza stradale, per il quale hanno ricevuto l'informazione di garanzia, oltre all'avvocato Santo Gnoni, dirigente dell'ufficio legale del Municipio, e a Roberto Montagnani, alla guida del servizio appalti, anche Vincenzo Corradini e il figlio Lorenzo, titolari dell'autofficina Corradini di via Lincoln. I quattro sono indagati per turbativa d'asta a proposito della concessione del servizio di ripristino delle condizioni di sicurezza stradale a seguito di incidenti, per il periodo luglio 2017-giugno 2020. NEL DECRETO di perquisizione gli inquirenti ricostruiscono la vicenda a partire da una controversia tra l'Autofficina, «concessionaria dal 1990 quale consorziata di Cisa ecologia, del servizio di rimozione e custodia di ciclomotori e auto in sosta vietata e/o abbandonati su suolo pubblico», e il Comune proprio su questa concessione. I magistrati ipotizzano un accordo tra i dirigenti e i Corradini, per fare avere a questi ultimi un ritorno economico, attraverso la concessione del servizio, in cambio di un accordo sul contenzioso, pilotando oltretutto ad hoc i tempi del bando. «Dall'attività di intercettazione è emerso che gli indagati hanno condotto una trattativa illecita - si scrive - per risolvere il contenzioso tra l'Autofficina e il Comune, garantendo alla società l'aggiudicazione del servizio di ripristino delle condizioni di sicurezza, quale contropartita per il minore importo percepito per effetto della sottoscrizione dell'atto di transazione». In che modo? «Per soddisfare le pretese dell'Autofficina, gli indagati hanno infatti assicurato alla società l'aggiudicazione della concessione del servizio, oggetto - rimarcano - di una procedura non ancora iniziata, che sarebbe risultata poi 'cucita su misura per la medesima società, anche con riferimento alla durata temporale del servizio». Secondo i pm, «in base all'accordo criminoso, gli indagati hanno ritardato l'indizione della procedura per la concessione del servizio in attesa che la società Corradini si determinasse a sottoscrivere la transazione, nel frattempo prorogando più volte la concessione del servizio fino al 30 giugno 2017», finché «nel settembre 2016 fu sottoscritto l'atto di transazione» tra le due parti. POI, prosegue la ricostruzione accusatoria, «il 5 maggio 2017 il Comune ha indetto la procedura per la concessione del servizio dal luglio 2017 al giugno 2020, da aggiudicarsi con il criterio dell'offerta più vantaggiosa, con un valore stimato, per i tre anni, di 435mila euro». Con la determina del novembre 2017 è stata infine aggiudicata la concessione al consorzio Cisa ecologia, «che nel contratto sottoscritto dichiarava di avvalersi per l'esecuzione del servizio della consorziata autofficine Corradini». Giovedì scorso è stata eseguita una perquisizione nei locali della società, come confermato al Carlino quel giorno da Lorenzo Corradini. Lui e il padre si sono affidati all'avvocato Nino Giordano Ruffini (nella foto a sinistra) che, come altri legali, preannuncia di voler ricorrere al Riesame contro il sequestro: «I miei assistiti si dicono innocenti e fiduciosi nell'operato della magistratura». © RIPRODUZIONE RISERVATA

«Per soddisfare le pretese dell'Autofficina, hanno assicurato l'aggiudicazione di una procedura non ancora iniziata, risultata poi 'cucita su misura'»

Finanza al lavoro

L'inchiesta sugli appalti del Comune, condotta dalla Guardia di Finanza, vede quindici indagati. Uno degli appalti è relativo alla rimozione dei veicoli e ripristino della sicurezza stradale. Quattro indagati per turbativa d'asta