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31/10/2020

Appalti, burocrazia lenta e ditte locali a bocca asciutta: niente di nuovo sotto il sole

Il Cittadino di Lodi

PRIMO PIANO NESSUNA SVOLTA NELL'ERA DEL COVID
Procedure lentissime, appalti in ritardo e per giunta aggiudicati quasi tutti ad aziende fuori dal territorio. L'emergenza coronavirus mette a nudo le criticità dell'apparato del sistema pubblico lodigiano (e della scarsa attenzione della politica locale). Lungi dall'essere una scusante, l'emergenza epidemiologica è invece un'aggravante dal momento che la normativa sugli appalti è stata modificata dal Governo proprio per cercare di velocizzare e legare al territorio gli investimenti, con l'innalzamento delle soglie massime entro le quali si può ricorrere alla procedura negoziata ad inviti (con un numero crescente di ditte invitate all'aumento dell'importo dell'appalto). Una modifica normativa importante e richiesta da anni, arrivata finalmente in emergenza ma completamente ignorata dalle stazioni appaltanti lodigiane che, tra manifestazioni d'interesse e affidamenti diretti, alla fine portano il lavoro fuori provincia. Il caso limite è quello del Comune di Lodi , nell'appalto per la pista ciclabile tra via San Colombano e via D'Acquisto, per un importo di 185mila euro. Una gara apparentemente lineare, ma che si è complicata a dismisura per le scelte tecniche adottate. Si è infatti deciso di procedere con la manifestazione d'interesse preliminare alla procedura negoziata, con avviso dell'aprile 2019. segue a pagina 2 LAVORI PUBBLICI Procedure lente e opere in ritardo in alcuni comuni lodigiani