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03/11/2018

Appalti bloccati, l’odissea milionaria Piazza Umberto ancora paralizzata

La Repubblica - FRANCESCA RUSSI

Quattro mesi di stop. L'inizio dei lavori di riqualificazione dell'ex caserma Rossani di Bari, in tutto 30mila metri quadrati di verde per 1,7 milioni di euro, è bloccato ormai da luglio. Da quando, subito dopo l'aggiudicazione definitiva, si è aperto un complicatissimo contenzioso provocato da modifiche legislative sui criteri di appalto.
Nei fatti, il pasticcio normativo ha aperto la via della giustizia amministrativa che vuol dire non solo ricorsi al Tar, ma anche attese e ritardi: il cantiere per la realizzazione del maxi parco progettato dall'archistar Massimiliano Fuksas può aspettare.
, pagina III Quattro mesi di stop. L'inizio dei lavori di riqualificazione dell'ex caserma Rossani di Bari, in tutto 30mila metri quadrati di verde per 1,7 milioni di euro, è bloccato ormai da luglio. Da quando, subito dopo l'aggiudicazione definitiva, si è aperto un complicatissimo contenzioso provocato da modifiche legislative sui criteri di appalto.
Nei fatti, il pasticcio normativo ha aperto la via della giustizia amministrativa che vuol dire non solo ricorsi al Tar, ma anche attese e ritardi: il cantiere per la realizzazione del maxi parco progettato dall'archistar Massimiliano Fuksas può aspettare. Il 7 novembre è prevista l'udienza davanti al Tar di Bari per discutere il ricorso presentato da una delle aziende che ha partecipato alla gara pubblica bandita dal Comune di Bari a febbraio scorso e chiusa a marzo. Nove mesi per decidere il vincitore. E non è detto che mercoledì arrivi il pronunciamento nel merito dei giudici.
Soprattutto, anche se dovesse arrivare, non sarebbe quello definitivo perché potrebbe arrivare l'impugnazione del verdetto con la richiesta dei danni davanti al Consiglio di Stato. Quel che è certo, al netto delle pur legittime richieste da parte delle aziende, è che i ricorsi spesso bloccano o rallentano i lavori pubblici. A Bari su 116 bandi per lavori e 90 gare per forniture e servizi di importo superiore alla soglia comunitaria (oltre 200mila euro) sono 10 i contenziosi che tengono in stand by le opere. In media per almeno tre mesi. Ma è una stima del tutto relativa perché ogni ricorso è una storia a sé. «Prima le cause amministrative duravano di più e i contenziosi portavano via anni, ma gli interventi legislativi hanno accelerato i termini dell'impugnativa così si va più veloce» spiega il direttore generale del Comune di Bari, Davide Pellegrino. Sui grandi appalti del Comune di Bari la percentuale di ricorsi, dunque, è del 5 per cento. A livello nazionale, ha ricordato al congresso dell'Unione nazionale degli avvocati amministrativisti Filippo Donati, membro laico del Csm, i numeri sembrano scagionare i tribunali accusati di rallentare i processi economici: nel 2015 sono stati impugnanti di fronte ai Tar il 2,16 per cento di tutte le procedure di appalto, il 2,76 per cento nel 2016 e le richieste di sospensiva sono state accolte solo nel 30 per cento dei casi e hanno riguardato appena lo 0,76 per cento di tutti gli appalti. «L'effetto bloccante è circoscritto» ha detto Donati, eppure quando c'è dura per mesi e mesi. A Bari ne sono stati testimoni i lavori di restyling del teatro Piccinni o l'appalto per la pulizia delle fontane ornamentali entrambi rimasti paralizzati per troppo tempo. E adesso ne è la prova il caso dell'ex caserma nel cuore dle quartiere Carrassi. A finire al centro delle contese amministrative sui criteri di aggiudicazione sono quasi sempre le opere pubbliche con cifre a molti zeri.
«Se un'amministrazione comunale fa 206 gare e ci sono 10 contenziosi, siamo a un buon livello - commenta i dati baresi Pellegrino - è chiaro che i 10 ricorsi sono fastidiosi, anche perché la maggior parte si concentra sugli appalti più grossi. Non solo per le somme che sono in ballo, ma anche perché le imprese che concorrono sono più qualificate e solide e hanno più risorse per sostenere i contenziosi davanti alla giustizia amministrativa». Così a rimanere intrappolati nelle insidie dei ricorsi c'è non solo il maxi appalto per il parco della Rossani, ma anche la riqualificazione dei giardini storici di piazza Umberto. L'architetta Guendalina Salimei (la stessa che ha progettato il restyling di via Sparano), infatti, ha impugnato il provvedimento con cui il Comune di Bari ha affidato la progettazione al professionista barese Maurizio Franco: udienza prevista a novembre.
Si discuterà a fine mese, il 29 novembre, davanti al Consiglio di Stato anche il ricorso per il servizio di trasporto scolastico: in questo caso, però, il servizio, catalogato tra quelli essenziali, non è stato interrotto. Tutto paralizzato invece per il nuovo regolamento della pubblicità del Comune di Bari, che prevede l'eliminazione dei grandissimi cartelloni 6x3, contro cui hanno chiesto l'intervento del Tar ben 5 imprese. «Siamo intervenuti in una giungla assoluta, modificando radicalmente il sistema da autorizzatorio a concessorio - dice il direttore - ma purtroppo siamo sospesi».

Foto: Piazza Umberto Congelato il progetto di resyling del giardino: l'architetta Guendalina Salimei ha fatto ricorso al Tar contro la progettazione affidata ad altri L'ex caserma Rossani: la bonifica è ancora bloccata Scuolabus La gara per il servizio di trasporto scolastico da 5,8 milioni è stata impugnata: il 29 novembre l'udienza in Consiglio di Stato Il regolamento pubblicità La nuova disciplina che regolamenta gli impianti pubblicitari è oggetto di ricorso al Tar da parte di 5 imprese

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