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05/03/2020

Appalti, arriva la stretta 15 clausole nei bandi per evitare infiltrazioni

Metropolis

Stop alla corruzione nella pubblica amministrazione e controlli serrati sugli appalti per evitare infiltrazioni camorristiche e richieste estorsive. La giunta guidata dal sindaco Gaetano Cimmino dà il via libera alla firma del Protocollo di Legalità con la Prefettura di Napoli, che si pone come obiettivo quello di inserire clausole stingenti negli atti di gara dei prossimi bandi. Quindici norme in tutto, che dovrebbero garantire una maggiore garanzia di trasparenza e controllo per il settore delle opere pubbliche, delle concessioni, dei servizi e delle forniture, del commercio e dell'urbanistica. Con le nuove regole saranno esclusi dagli appalti pubblici gli imprenditori che non denunciano di essere stati vittime di concussione o di estorsione aggravata. Mentre i controlli Antimafia per i bandi pari o superiori a 250mila euro dovranno essere estesi necessariamente anche ai subappalti e subcontratti per un minimo di 50mila euro oltre che sui fornitori. A prescindere dal valore dell'appalto potranno lavorare solo le ditte inserite nella white list della Prefettura quando si tratta di: trasporto di materiali a discarica per conto di terzi; trasporto, anche transfrontaliero, e smaltimento di rifiuti per conto di terzi; estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti; confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo e di bitume; noli a freddo di macchinari; fornitura di ferro lavorato; noli a caldo; autotrasportatori per conto di terzi; guardiania dei cantieri. Le informazioni Antimafia dovranno essere acquisite anche sulle ditte che forniscono e trasportano acqua e per i servizi di mensa, di pulizia, di autotrasporti e alloggiamento del personale, oltre che su tutti i lavoratori sotto contratto. Le informative Antimafia do vranno essere acquisite sempre prima della stipula dei contratti e in ogni caso dev'essere sempre inserita la clausola che prevede la rescissione dell'accordo in caso di interdittive. L'azienda aggiudicataria dell'appalto pubblico avrà l'obbligo di comunicare l'elenco delle imprese che saranno coinvolte e le eventuali variazioni societarie anche a lavori in corso. La stessa azienda aggiudicataria avrà l'obbligo di inserire una clausola risolutiva in caso di subappalti, se dovessero intervenire interdittive antimafia. In caso di ritardi nelle comunicazioni le sanzioni, pari al 10 per cento, dovranno essere comminate già al momento del pagamento del primo Sal (Stato di avanzamento dei lavori). Il Comune dovrà acquisire, inoltre, l'espressa accettazione da parte delle società aggiudicatarie degli appalti di denunciare «qualsiasi tentativo di interferenza illecita» e qualora non venisse rispettata questa clausola il contratto verrebbe automaticamente risolto. Un patto di legalità che dovrà essere rispettato anche per i subappalti, pena la revoca degli affidamenti. Una stretta è prevista anche per i pagamenti, perché le aziende che intendono cedere il loro Palazzo Farnese | La delibera Prevista la revoca pure per chi non denuncia racket e concussione Nel mirino anche il riciclaggio, riflettori sulle licenze commerciali Tiziano Valle CASTELLAMMARE DI STABIA credito devono comunicarlo prima della stipula del contratto al Comune, che in ogni caso può rifiutarsi di saldare qualora il creditore sia una persona colpita da interdittiva Antimafia. Soluzioni drastiche sono previste anche nel caso la ditta aggiudicataria di un appalto non denunci tentativi di concussione da parte di pubblici amministratori che «abbiano esercitato funzioni relative alla stipula ed esecuzione del contratto». Qualora uno di questi dovesse essere raggiunto da un'ordine di custodia cautelare e l'imprenditore non ha denunciato, il Comune può revocare l'appalto. Nei casi di risoluzione degli accordi, va sempre interpellata l'Autorità Nazionale Anti Corruzione. I controlli Antimafia dell'ente locale, inoltre, dovranno essere estesi anche sui lavori in aree private che in parte saranno destinate all'uso pubblico. Il Protocollo per la Legalità pun ta anche a smascherare eventuali operazioni di riciclaggio in corso sul territorio. Nel mirino diversi settori: ristorazione, attività ricettive, intrattenimento, giochi e scommesse, vendita al dettaglio e all'ingrosso, e compro oro. Ogni mese, il Comune dovrà comunicare i subentri e le ripetute volture di licenza commerciale. Una vera e propria stretta sugli operatori economici che lavorano sul territorio necessaria per cercare di arginare il fenomeno dell'inquinamento dell'economia reale da parte delle organizzazioni criminali. Un problema devastante a Castellammare di Stabia dove, come emerge anche dalle inchieste e dalle rivelazioni dei collaboratori di giustizia, ci sono interi settori che sono sotto il controllo dei clan di camorra. ©riproduzione riservata 15 LE CLAUSOLE Nuove norme per gli appalti pubblici a Castellammare di Stabia, per prevenire infiltrazioni della criminalità organizzata. La stretta riguarda anche il riciclaggio di capitali sporchi, riflettori sulle licenze commeciali. 1. Obbligo di denunciare richieste estorsive. 2. Controlli Antimafia su subappalti e subcontratti. 3. Controlli Antimafia sui fornitori. 4. Appalti solo alle ditte della white list. 5. Certificazioni Antimafia prima dei contratti. 6. Rescissione del contratto in caso di interdittive. 7. Rescissione per interdittiva anche ai subappalti. 8. Sanzioni per i ritardi già dal primo Sal. 9. Obbligo di comunicazione di variazioni societarie. 10. Nessun obbligo dell'Ente per le cessioni di credito. 11. Obbligo di denuncia per episodi di concussione. 12. Revoca dell'appalto anche a indagini in corso. 13. Parere obbligatorio dell'Anac per le revoche. 14. Controlli Antimafia per i lavori in aree private. 15. Obbligo comunicazioni per variazioni delle licenze commerciali. LE RIVELAZIONI DEL PENTITO Salvatore Belviso, ex reggente del clan D'Alessandro e ora collaboratore di giustizia, ha raccontato ai magistrati dell'Antimafia che nel periodo in cui è stato ai vertici della cosca di Scanzano, la camorra ha controllato il 90 per cento degli appalti pubblici e privati. Tanti i nomi degli imprenditori che sarebbero vicini al clan, fatti dal collaboratore di giustizia.