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27/02/2020

Appalti, appello alla Privacy

ItaliaOggi

Le nuove norme vanno in contrasto con il regolamento Ue sulla protezione dei dati personali
L'Odcec di Roma scrive al Garante perchè intervenga
Occorre armonizzare la nuova normativa in materia di ritenute con il regolamento Ue sulla protezione dei dati personali. A segnalarlo è l'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma, con una lettera inviata lo scorso 17 febbraio al Garante per la protezione dei dati personali. L'emanazione della normativa che disciplina le «Ritenute e compensazioni in appalti e subappalti ed estensione del regime del reverse charge per il contrasto dell'illecita somministrazione di manodopera (Art. 17 bis, comma 2, del Dlgs 9-71997 n. 241, inserito dall' art. 4, comma 1, Dl 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modifi cazioni, dalla L. 19 dicembre 2019, n. 157), pone un tema di coordinamento con la disciplina di cui al Regolamento (Ue) 2016/679 sulla protezione dei dati personali («Gdpr»), nonché con la disciplina generale in tema di esercizio dell'attività di impresa. L'Odcec di Roma ritiene infatti eccessivo l'obbligo, in capo all'impresa appaltatrice o affi dataria, e alle imprese subappaltatrici, di trasmettere al committente (e, per le imprese subappaltatrici, anche all'impresa appaltatrice), tra gli altri dati, «l'ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente» collegata alla prestazione, appare contraria al principio generale di minimizzazione nel trattamento dei dati personali, previsto all'Art. 5 del Gdpr, a mente del quale i dati personali, oggetto di trattamento, devono essere «limitati a quanto necessario rispetto alle fi nalità per le quali sono trattati». «Auspichiamo un interessamento del Garante per la Privacy», ha affermato il presidente dell'Odcec di Roma, Mario Civetta, «al fine di un'immediata revisione dei contenuti di tale Art. 17 bis comma 2 del Dlgs 241/1997, e della Circolare dell'Agenzia delle entrate n. 1/E del 12 febbraio 2020 limitando la trasmissione dei dati al solo «dettaglio delle ritenute fi scali eseguite nel mese precedente nei confronti di tale lavoratore», unitamente alle evidenze di tale versamento, e di copia delle deleghe di pagamento relative al versamento delle ritenute, e utilizzando opportune tecniche di pseudonimizzazione dei dati personali, per evitare la circolazione non necessaria di dati personali relativi al lavoratore. © Riproduzione riservata