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25/06/2021

Appalti, anticorruzione e giustizia banco di prova della tabella di marcia

Il Sole 24 Ore - Marco Rogari

Le riforme
Draghi punta su un rapporto fluido con le Camere. Fisco e concorrenza altri temi caldi
«Il vostro ruolo come Parlamento sarà fondamentale durante tutta l'attuazione del Piano» nazionale di ripresa e resilienza. È qualcosa di più di un semplice riconoscimento di tipo istituzionale quello che Mario Draghi ha voluto dare alle Camere, e ai gruppi parlamentari che ne fanno parte, nelle sue "comunicazioni" a Montecitorio prima del Consiglio europeo. Il premier cerca di mantenere fluido il rapporto con Montecitorio e Palazzo Madama perché sa che per rispettare il cronoprogramma delle riforme concordato con Bruxelles deve evitare di intaccare i delicati equilibri raggiunti con la sua maggioranza, che ha già lo sguardo alle prossime scadenze elettorali (e non solo a quelle delle amministrative e regionali d'autunno) proprio mentre si avvicina a grandi passi il semestre bianco.

La tensione tra i partiti comincia a salire. E in questo clima si stanno già giocando alla Camera le delicate partite sui ritocchi al decreto semplificazioni, snodo chiave per la buona riuscita del Pnrr italiano, e sulla riforma della giustizia, che ha già rallentato il suo cammino anche in attesa degli emendamenti su cui dovrà essere trovata un'intesa nel prossimo Consiglio dei ministri. Delicato e di non semplice gestione appare anche il dossier su appalti e concessioni, che il governo dovrebbe sottoporre ai due rami del Parlamento, con lo strumento della delega, entro la fine del mese. E in arrivo ci sono altri provvedimenti destinati a creare più di una fibrillazione: dalla revisione delle norme anticorruzione, attesa sempre entro giugno, che rischia di trasformarsi in un vero banco di prova per il "nuovo" M5S a guida Conte, alla legge sulla concorrenza, in agenda a luglio, che è considerata "strategica" da Bruxelles, come ha lasciato nuovamente intendere martedì Ursula von der Leyen.

A luglio dovrebbe approdare in Parlamento anche il disegno di legge delega sulla riforma fiscale. Anche in questo caso trovare una sintesi tre le varie scuole di pensiero che regnano nella maggioranza non sarà facile. Questo intervento non è inserito tra le cosiddette "riforme abilitanti" del Pnrr, ma fa comunque parte del Piano trasmesso a Bruxelles ed è anche citato nell'ultimo Def. I tempi di attuazione sono medio-lunghi, ma già con la delega, che sarà "costruita" dal ministro Daniele Franco sulla base del lavoro svolto dalle commissioni Finanze di Camera e Senato (si veda l'articolo a pagina 2), sarà di fatto tracciata la rotta per arrivare al nuovo Fisco. E forse non è casuale se questa riforma non ha fatto parte di quelle citate ieri da Draghi a Montecitorio. Un silenzio in ogni caso diverso da quello che fin qui ha accompagnato il conto alla rovescia che porta a fine anno al "pensionamento" di Quota 100, anche se l'assetto della previdenza, su cui vigila con attenzione a Bruxelles, non è comunque parte integrante del Recovery plan. Al quale è invece agganciato il riordino degli ammortizzatori sociali che, stando agli ultimi annunci del ministro del Lavoro, Andrea Orlando, dovrebbe fare il suo ingresso in Parlamento sempre entro la fine di luglio dopo una gestazione tutt'altro che tranquilla.

Il cronoprogramma indica al mese di giugno altre due deleghe (sviluppo del gas rinnovabile e misure di sostegno all'idrogeno) e un decreto legge sulla riforma delle carriere nella Pa. Che si andrebbe ad aggiungere al lungo elenco di Dl già sotto i riflettori del Parlamento: dal Fondone da 30 miliardi complementare al Pnrr (alla Camera) al decreto Brunetta sul reclutamento nella Pa (al Senato) passando per il Dl Sostegni bis e quelli su Cybersicurezza e assegno temporaneo per i figli minori. Un lungo convoglio di provvedimenti urgenti, al quale a giorni dovrebbe essere agganciato anche il decreto trasporti dopo il mancato varo da parte dell'ultimo Consiglio dei ministri. E che potrà arrivare a destinazione senza troppi intoppi solo se il rapporto tra governo e Parlamento non subirà in queste settimane grossi scossoni.

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Dal Dl semplificazioni al Fondone da 30 miliardi: lungo l'elenco dei decreti sotto i riflettori delle Camere