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25/03/2021

Appalti alle società di moglie e cognato indagini concluse

La Repubblica - Sandro De Riccardis

Il caso
Principale indagato l'ex dirigente del settore istruzione in Regione Non aveva segnalato il conflitto di interessi per i corsi professionali Contributi pubblici anche ad amici Sospetto di falso nei registri delle attività
Un conflitto d'interessi non denunciato agli organi regionali, negli anni in cui - fino al 2019 - ha ricoperto la carica di direttore generale dell'assessorato all'Istruzione, formazione e lavoro in Regione, che avrebbe portato a favorire le società del cognato negli affidamenti di corsi professionali. Per Giovanni Bocchieri, 53 anni, si avvicina il processo dopo che il pm Paolo Filippini ha notificato ai cinque indagati dell'inchiesta l'avviso di conclusione indagini. Con lui, il cognato e imprenditore Bruno Boschiero, la sorella e moglie di Bocchieri, Barbara Boschiero, e gli altri imprenditori attivi nella formazione professionale, Giovanni Allù e Giuseppe Salvo Rossi.
L'indagine fa seguito a un audit interno della stessa Regione Lombardia che aveva poi portato a una segnalazione all'Autorità anticorruzione e al trasferimento del funzionario a un ruolo nella "programmazione e direzione strategica per lo sviluppo dei territori", incluse le Olimpiadi 2026.
Secondo quanto ricostruito dall'indagine del Nucleo di polizia economico finanziaria, Giovanni Bocchieri, nel suo ruolo dirigente di Regione Lombardia, «richiesto di rendere la dichiarazione in merito a potenziali conflitti d'interesse», non avrebbe reso pubblici i propri legami con i beneficiari delle commesse pubbliche erogate dai suoi stessi uffici. E questo nonostante le «società accreditate durante la sua dirigenza per le attività di formazione da Regione Lombardia (Jobbing centre, Ikrisalide, Yous) e destinatarie di contributi pubblici», fossero amministrate da soggetti che avevano col funzionario un «vincolo di affinità», per quanto riguarda il cognato Bruno Boschiero, e «di stretta amicizia» con Rossi e Allù. L'indagine ha anche svelato come le società «si avvalessero a titolo oneroso della consulenza della Argos, srl di cui la moglie Barbara Boschiero è amministratore e socio unico». Dal 2018 al 2020, Jobbing centre di Bruno Boschiero, e già amministrata da Rossi e Allù, avrebbe incassato «contributi in merito a 17 progetti di formazione e 72 corsi svolti». E dall'analisi dei tabulati telefonici, sarebbe emerso che «le utenze della società hanno registrato dal 2018 al 2020 oltre 2.800 contatti con il dirigente pubblico». Ikrisalide invece, «amministrata negli anni anche da Allù, aveva ottenuto contributi per quattro programmi di formazione e 14 corsi».
Allù e Rossi, dovranno difendersi anche dalle accuse di truffa aggravata: avrebbero «tratto in inganno la Regione sull'effettivo e regolare svolgimento dei corsi di formazione» e «falsificato i registri didattici che attestavano lo svolgimento dell'attività in favore del personale, procurando un ingiusto profitto derivante dall'incameramento di fondi erogati dalla Regione e stanziati dal Fondo sociale europeo». Moglie e cognato di Bocchieri, insieme a Rossi e Allù, rispondono anche di frode fiscale per essersi avvalsi di «fatture per operazioni inesistenti abbattendo indebitamente reddito imponibile e relativa Iva».