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15/12/2018

«Appalti al massimo ribasso, la piaga continua»

Gazzetta di Modena - Stefano Luppi

Zavatti (Cgil): «In regione il 70% delle gare è assegnato con questo sistema che può mettere a rischio la qualità dei lavori» Il rapporto annuale dell'osservatorio sui cantieri
Stefano Luppi«Abbiamo un numero ancora molto alto di stazioni appaltanti in Emilia Romagna - spiega Franco Zavatti di Cgil Modena e coordinatore legalità e sicurezza regionale - ma niente in confronto a quel che avviene altrove. Anche perché siamo l'unica regione dotata di un "rating di legalità" per le imprese meritorie. Sono comunque preoccupato per vari aspetti sugli appalti». Zavatti commenta i dati del nuovo Rapporto annuale dell'Osservatorio regionale sugli appalti pubblici: un documento di oltre 400 pagine che scatta la fotografia di quel che accade o rischia di accadere in lavori, cantieri e mondo dei servizi da Piacenza a Modena fino a Rimini. Nel quadro, va detto, emerge una Modena dove i numeri sono più positivi che altrove, soprattutto per quel che riguarda le assegnazioni di appalti pubblici con il criterio del massimo ribasso. Una vera e propria piaga visto che se il ribasso è eccessivo - come in qualche caso si è riscontrato anche sotto la Ghirlandina - è ovvio pensare che l'impresa vincitrice dell'appalto speculi sui contratti, sui materiali e sulla sicurezza. La nostra città nell'ultimo anno vede un ribasso medio piuttosto contenuto, pari al 13,3%, nulla in confronto al 36% di ribasso medio di Piacenza o al 35,6% di Bologna nel settore dell'edilizia residenziale. «I numeri del massimo ribasso sono una delle maggiori preoccupazioni - spiega Zavatti - anche se va detto che rispetto all'anno scorso c'è un leggero miglioramento. Purtroppo in regione ancora il 70% circa degli appalti è assegnato con il massimo ribasso e se spesso sono gare di piccola entità si arriva lo stesso in alcuni casi a centinaia di migliaia di euro. Se il ribasso è alto o la stazione appaltante ha sbagliato la cifra di gara oppure, più probabilmente, l'impresa vincitrice speculerà sul lavoro, i materiali e la sicurezza del cantiere. Non va bene. E mi preoccupa anche il fatto che il 20% delle oltre 1100 stazioni appaltanti in Emilia Romagna non segnala i problemi». Zavatti si riferisce al numero di stazioni appaltanti - 1133 in totale, siamo la regione con i numeri inferiori visto che in totale l'Italia ne conta circa 30mila - che a Modena sono 145 in 47 comuni della provincia. "Abbiamo inoltre il problema dei subappalti che per fortuna cala nei servizi pubblici e sono anche in crescita positiva gli oneri per la sicurezza che a Modena valgono 5 milioni di euro l'anno». Ma Zavatti conclude con un cruccio: «Nel rapporto si segnalano le imprese extraregionali, cui viene assegnato il 41,8% degli appalti per quanto riguarda i valori economici, come dotate di maggiore competitività: i loro ribassi superano del 6% quelli delle imprese nostrane. Quali sarebbero dunque i loro vantaggi? Serve accendere urgentemente un faro su questi aspetti». Un dato, quest'ultimo, che non si spiega se non appunto immaginando interventi al limite su operai e materiali: visto che al contrario, una impresa che viene da fuori e debe instaurarsi a Modena, si immagina dovrebbe avere maggiori costi. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI