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11/11/2020

«Appalti ai massimi ribassi Occorre subito un freno»

Eco di Bergamo

Allarme Filcams-Cgil
Occorre rivedere completamente il sistema degli appalti, specie nei servizi, sempre più basato sul massimo ribasso e sul taglio massiccio di tutto quello che si può tagliare: lo chiede con forza il segretario generale della Filcams-Cgil Bergamo Mario Colleoni. «Si metta uno stop ai tagli e si cominci dagli appalti nelle strutture ospedaliere».

Colleoni spiega che «ogni giorno, anche nella nostra provincia, si svolgono gare che prevedono il criterio del massimo ribasso, con ripercussioni sulle ore da lavorare, sempre più ridotte. Oltre al caso di Alzano, per il quale si è svolto un presidio il 2 novembre, c'è anche quello dell'ospedale di Treviglio, di Romano e dei relativi distretti. I tagli deteriorano i livelli di qualità delle sanificazioni, con ogni probabilità venendo meno a quanto previsto dalle recenti direttive». Filcams si riferisce a un numero importante di addetti «che ogni giorno sanificano anche i reparti Covid e hanno continuato a lavorare in ospedali, supermercati e mezzi di trasporto pubblici, guadagnando 7 euro lordi l'ora. In una giungla fatta di incertezze, si associano spesso cambi d'appalto». «Si tratta spesso di lavoratrici spesso part-time involontari, con una media di ore settimanali non superiori alle 18 e che mediamente, non arrivano a guadagnare più di 800 euro al mese. Solo a Bergamo sono più di 7mila persone, il 70% donne, addette di un comparto in parte legato alla sanità pubblica che sta sprofondando nel baratro del massimo ribasso che ha, tra le sue conseguenze, quella di diminuire la qualità del servizio».