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18/05/2021

Appalti a quota 40 milioni: “Rischio mafia”

La Repubblica - Federica Dibenedetto

A Barletta in campo misure contro le infiltrazioni dei clan sulle opere per riqualificare il porto In prefettura firmato accordo con l'autorità portuale per evitare le mani della criminalità sui cantieri della costa
Quaranta milioni per la riqualificazione del porto di Barletta, che però potrebbero far gola alla criminalità organizzata. Quaranta milioni, ovvero quelli che consentiranno di sviluppare la vocazione turistica della costa con un obiettivo: fare della città una meta delle crociere di lusso.
Il che passa da una serie di lavori in parte già avviati e in parte no.
C'è ancora molto da fare prima dell'arrivo delle piccole navi del segmento luxury, dunque, che potrebbe rappresentare un'occasione di rilancio per tutto il territorio favorendo la ripresa di un settore particolarmente danneggiato dall'emergenza sanitaria.
«In occasione del prossimo Seatrade cruise global a Miami, la principale fiera di riferimento - dice il presidente dell'Autorità di Sistema portuale del mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi - presenteremo il progetto di Barletta affinché si possa già iniziare a pensare all'inserimento del porto della città nel panorama turistico internazionale». Per renderlo possibile si stanno effettuando le verifiche tecniche relative all'allungamento del molo foraneo: si tratta dell'intervento più importante, per un importo di circa 25 milioni di euro. A questo, si aggiunge il dragaggio, il cui iter prosegue in vista della relativa gara d'appalto. E poi la manutenzione straordinaria, banchine comprese, nell'ottica di un waterfront moderno.
Ma se da un lato la disponibilità delle risorse economiche rappresenta un'occasione, dall'altro bisogna scongiurare il rischio di infiltrazioni criminali. Per questo, il prefetto della Bat, Maurizio Valiante, e Patroni Griffi hanno sottoscritto un protocollo per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata negli affidamenti di lavori, servizi, forniture, concessioni e autorizzazioni demaniali. Fra l'altro si prevede la verifica del rispetto dei parametri della "White list" per le misure antimafia. «Potenziamo così la presenza dello Stato nella gestione e nella realizzazione delle opere pubbliche legate al settore marittimo - afferma il prefetto - in un territorio esposto alle interferenze della criminalità anche nei principali settori dell'economia». ©RIPRODUZIONE RISERVATA