MENU
Chiudi
23/10/2018

«Appalti a cena», in ventitrè rischiano il rinvio a giudizio

La Gazzetta Del Mezzogiorno

L ' INCHIESTA DELLA PROCURA GIRO DI MAZZETTE SULLA RISTRUTTURAZIONE
Lavori mai eseguiti e fatti pagare al Comune, l ' udienza preliminare il 9 novembre
VITTORIO RICAPITO l Lavori mai eseguiti e fatti pagare cifre folli al Comune di Taranto e un piccolo giro di tangenti. A rischiare il processo per reati, contestati a vario titolo, come associazione a delinquere, truffa, corruzione, falso e omissione di lavori in edifici a rischio crollo sono venti persone e tre aziende. Tra questi ex dirigenti comunali, un architetto e un geometra della Soprintendenza ai beni archeologici della Puglia, undici professionisti tra ingegneri, architetti e consulenti tecnici e sette imprenditori e dipendenti di aziende del settore edile. L ' udienza preliminare, snodo cruciale che deciderà se le accuse della procura meritano di finire a processo oppure no, è fissata per il 9 novembre prossimo davanti al giudice per l ' udienza preliminare Benedetto Ruberto. L ' inchiesta del pubblico ministero Enrico Bruschi, denominata all ' epoca «Aappalti a cena», ruota attorno ad appalti da almeno 3 milioni di euro nell ' ambito di progetti di riqualificazione di antichi edifici della città vecchia. E così tra antiche cisterne che apparivano e scomparivano magicamente dal sottosuolo solo per modificare i progetti, giochi d ' acqua in mare da disinstallare ed edifici da puntellare con pali mai installati, negli anni passati, stando alle indagini della guardia di finanza, la città vecchia per alcuni imprenditori fu una gallina dalle uova d ' oro ma anche dirigenti, progettisti e collaudatori avrebbero ricevuto qualcosa in cambio: piccole somme di denaro, lavori di ristrutturazione in casa, regali, come un tapis roulant e in un caso l ' assunzione di un figlio. A maggio del 2017 scattarono sequestri per quasi un milione e mezzo di euro sui conti di alcuni indagati mentre già tre anni prima erano finite sotto chiave e sgomberate otto palazzine nei pressi di via di Mezzo, nel cuore della città vecchia, ritenute pericolanti. Rischiano il rinvio a giudizio per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alle truffe ai danni di enti pubblici l ' ex dirigente dell ' ufficio Risanamento Città Vecchia Vincenzo La Gioia, l ' ex dirigente comunale all ' Urbanistica Silvio Rufolo, il dipendente comunale Antonio Mancini, l ' architetto Traversa, direttore dei lavori e progettista, gli imprenditori Pietro e Antonio Galiuto ed Evangelina Campi. Tra gli episodi contestati agli imprenditori Galiuto anche la presunta corruzione di Giuseppe Garofalo, dipendente della Soprintendenza dei Beni archeologici, che avrebbe chiuso un occhio in cambio dell ' as sunzione del proprio figlio. Almeno quattro le ipotesi di truffa legate ad appalti viziati da prezzi esorbitanti, finti collaudi, lavori non previsti, lavori già eseguiti e fatti pagare due volte, oppure lavori mai eseguiti o nella migliore delle ipotesi realizzati con materiale scadente ma certificati dai funzionari comunali come eseguiti a regola d ' arte.

Foto: «APPALTI A CENA» Le indagini delle Fiamme Gialle sui lavori di ristrutturazione della Città vecchia


Foto: FISSATA L ' UDIENZA PRELIMINARE Le indagini affidate dalla procura alla Finanza

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore