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04/11/2018

“Apocalisse mai vista 20 anni per ricostruire Serve più prevenzione”

La Stampa - FLAVIA AMABILE

ANGELO BORRELLI Il numero uno della Protezione civile "Bisogna istituire assicurazioni per le calamità naturali" INTERVISTA
ROMA Un'emergenza mai vista prima, nuova e quindi con problemi ancora diversi da tutte le altre di cui si è occupato finora, spiega Angelo Borrelli, capo della Protezione civile al termine dell'ennesima giornata di sopralluoghi in un'Italia spazzata da bufere di vento, mareggiate e pioggia senza fine. Un'emergenza che deve portare a nuove leggi per rendere più rapida la rimozione di macerie e detriti e assicurazioni per evitare che il rimborso dei danni sia tutto a carico dello Stato. «In questi giorni ho visto scenari apocalittici, valli devastate, frane, foreste cancellate, strade sfondate, tralicci piegati in due come se fossero fuscelli. Abbiamo registrato venti fino a 180 chilometri orari». Si è mai verificato qualcosa di simile in passato? «È un'emergenza come non ne ho mai viste per i danni al patrimonio boschivo. Per ricostituirlo saranno necessari almeno venti anni. Nel frattempo ci saranno problemi legati al dissesto idrogeologico, al rischio di frane: non ci sono più le foreste che in passato frenavano le cadute di materiali. Si è creata una situazione completamente nuova, mai vista in sedici anni di Protezione civile». Si poteva fare qualcosa di più in passato per limitare i danni? «In Veneto siamo stati bravi. Si sono spesi 411 milioni per il consolidamento degli argini dei fiumi. Infatti non è esondato nulla. Ci sono però state anche mancanze. Mi riferisco alla manutenzione dei corsi d'acqua, al dragaggio dei detriti derivati da eventi come questi che vanno gestiti a una velocità adatta a quella delle popolazioni con procedure semplificate per evitare di fare il giro delle sette chiese, come accade ora. Non voglio invadere campi altrui ma va trovato un modo per rendere più rapida questa fase». Come si potrebbe intervenire? «Bisogna alleggerire la legislazione degli appalti. Va inserita nel codice degli appalti una sezione dedicata alle emergenze per non dover intervenire con deroghe nel momento del bisogno. E bisogna avere anche norme per rendere più rapida la rimozione di macerie e detriti. Ci stiamo lavorando già con il ministero dell'Ambiente», L'Italia dovrà avere a che fare sempre più spesso con fenomeni climatici diversi da quelli del passato. Eppure ancora i governi sembrano non averlo capito fino in fondo. Le misure previste in manovra sono poca cosa rispetto a quello che servirebbe per la difesa del territorio. «Non ho letto la manovra. So che sono stati inseriti fondi per interventi strutturali per la difesa del territorio. È chiaro però che ci troviamo in una situazione di scarsità di risorse disponibili. Eppure spendiamo per danni derivanti da alluvioni e dissesti una mole di risorse pari quasi a quella di una manovra finanziaria. Rimane poco le attività di prevenzione, quindi sarebbe necessario prevedere un regime assicurativo per le calamità naturali che potrebbe liberare risorse da usare per la prevenzione. È una richiesta arrivata già dai miei predecessori, e lo dico anche io. Spero che possa maturare una coscienza collettiva che permetta di agire innanzitutto sulla prevenzione». Come pensa che si potrebbe articolare questo regime assicurativo? «Basterebbero 120-130 euro l'anno con una polizza obbligatoria che ognuno pagherebbe e che dovrebbe permettere di ottenere delle facilitazioni. È chiaro che si tratta di una ipotesi ancora da mettere a punto, va studiata con un gruppo di lavoro. Ed è chiaro che si tratta di decisioni che spettano al mondo politico ma ho il dovere di fare proposte tecniche» . - c

ANGELO BORRELLI CAPO DELLA PROTEZIONE CIVILE

Servono leggi per rendere più rapida la rimozione di macerie e detriti dopo le alluvioni

Negli ultimi anni ci sono state mancanze nella manutenzione dei corsi d'acqua

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