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12/02/2021

Anziché sbloccare i cantieri il decreto semplificazioni li ha chiusi

Libero

Costruttori infuriati: diminuite le gare, crollati gli investimenti
■ Dopo 12 anni di crisi anche nel 2020 c'è stato un nuovo crollo degli investimenti nell'edilizia (-10%). A piegare il comparto che pare non riuscire più a rialzarsi è stata la pandemia e il lockdown dei mesi di marzo e aprile. «Benzina sul fuoco che ha annientato quei primi segnali di ripresa del 2019» hanno spiegato i vertici Ance in occasione della presentazione dell'Osservatorio congiurale sull'industria delle costruzioni dell'Associazione dei costruttori, «un impatto pesantissimo per un settore che dal 2008 ha vistoridotti i livelli produttivi di oltre 1/3". E ora l'Ance, presieduta da Gabriele Buia, non nasconde d'essere preoccupata anche il mini-rimbalzo previsto per quest'anno (+8,6% ). In più teme che l'incapacità di spesa dell'Italia possa mettere a rischio pure le risorse del Recovery Fund. Per questo suggerisce al presidente del consiglio incaricato, Mario Draghi, di mettere in cima ai dossier più rilevanti lo sblocco dei cantieri. Tornando ai dati dell'Osservatorio si notano vari segni negativi, nel 2020, davanti a lavoro, mercato e credito. In calo di oltre il 10% le ore lavorate nei primi 11 mesi del 2020, mentre il numero dei lavoratori è salito del 2%, cosa che mostra il dinamismo del settore. Crollo a due cifre nel primo semestre per i permessi per nuove abitazioni (-13,6%) e per edilizia non residenziale (-39%). In calo pure le opere pubbliche (-2,5%). Quanto ai bandi, cala la pubblicazione di gare e salgono gli importi. Il Dl semplificazioni ha infatti prodotto una contrazione delle gare per lavori pubblici (-11,1%). L'importo dei bandi è invece in aumento (+28,7%) trainato dai Contratti di programma Anas e Rfi sbloccati dopo 3 anni. Ma i bandi, come spiega l'Ance, non sono cantieri.

Foto: Gabriele Buia