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12/05/2020

Anziani e stranieri dimenticati, i più poveri esclusi dai sussidi

QN - La Nazione

Gli effetti del contenimento sociale sulle fasce deboli della popolazione
FIRENZE Le restrizioni alla mobilità e la scarsa dimestichezza con gli strumenti digitali di molti cittadini anziani, fragili e stranieri, hanno leso e ledono «i diritti di migliaia di persone che non riescono ad accedere agli strumenti di sostegno disposti dal governo» per contrastare la crisi esplosa con la pandemia. E' il grido di allarme di Giacomo Martelli, presidente delle Acli toscane. «I nostri sportelli, circa 100 in Toscana, tra marzo e aprile 2019 hanno lavorato 8.691 pratiche, 4.248 delle quali presentate da cittadini con Isee inferiore a 9.360 euro. Quest'anno, nello stesso periodo, le pratiche sono state 2.581, soltanto 1.042 delle quali riferite a persone con Isee inferiore a 9.360 euro: è un crollo del 75,5%. Tuttavia è difficile pensare che i più bisognosi siano diventati improvvisamente ricchi con il covid-19». E' evidente che migliaia di persone hanno rinunciato a inoltrare le domande perché non sono riuscite ad andare nelle sedi dei Caf. «Il lavoro online esclude ampie fasce di bisognosi, dobbiamo accogliere i cittadini nei patronati e nei Caf per svolgere le pratiche di accesso alle misure di sostegno disposte dal Governo. Il 'digital divide' (il divario tra chi ha accesso alle tecnologie e chi no) - prosegue Martelli - si fa sentire pesantemente per le categorie più deboli di cittadini, proprio quelli che avrebbero maggior bisogno di poter accedere agli strumenti di sostegno al reddito e alle esenzioni previsti dai decreti del Governo». «Abbiamo da subito offerto la possibilità di inviare online le pratiche, li abbiamo assistiti rafforzando i nostri call center, ma il divario digitale è particolarmente pesante per la nostra platea di riferimento. Il risultato è che molti cittadini non riescono ad ottenere gli aiuti: così si rischia l'esclusione sociale». Rispetto alle circa 70.000 pratiche ricevute in questo trimestre dell'anno da Caf e patronati, il volume è pari solo a circa il 40% per i patronati e solo il 20% per i Caf. Durante il lockdown Martelli aveva chiesto con forza che proprio le fasce più deboli fossero messe in condizione di raggiungere Caf e patronati per evitare che «fra le conseguenze della pandemia ci sia l'azzeramento dei diritti sociali ed economici di cittadini per i quali la pandemia sta aggravando situazioni già molto pesanti». stefano vetusti © RIPRODUZIONE RISERVATA «Permesso agli irregolari»
BELLANOVA

«Un permesso di soggiorno di 6 mesi, rinnovabile» per gli immigrati irregolari che lavorano nell'agricoltura». E' la richiesta della ministra Teresa Bellanova affinché «le imprese possano trovare il personale che serve».


La Lega opta per i voucher
SALVINI

«O si reintroducono forme flessibili di lavoro, stracciando il codice degli appalti alzando la soglia per quelli diretti, e rinviando la Bolkestein, o campa cavallo» ha detto l'altro giorno in un forum con gli imprenditori toscani il leader della Lega Matteo Salvini.