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09/07/2020

Antitrust accusa Mobit/One «Condotte ostruzionistiche e lesive della concorrenza»

Il Tirreno

Trasporto pubblico, ultimatum dell'Autorità al consorzio toscano: «Consegnate le carte per sbloccare la gara o multa milionaria»
FIRENZEQuello di Antitrust è un provvedimento duro. Mobit, One scarl e tutte le aziende toscane dei trasporti devono cessare l'ostruzionismo. Devono smettere di bloccare la gara (da 4 miliardi) per l'affidamento del trasporto pubblico regionale ad Autolinee Toscane. Questo significa che le società toscane hanno tempo fino a sabato per consegnare ai vincitori (ufficiali) dell'appalto indetto dalla Regione tutti i documenti necessari per iniziare il servizio.Se Mobit/One non ottempera a questa diffida, rischia una multa salatissima. Milionaria. Pari fino al 10% del fatturato che, nel 2018 per la cordata perdente ha superato i 237 milioni. Secondo Antitrust, infatti, i gestori uscenti del servizio toscano di traporto pubblico negli ultimi anni avrebbero «attuato una strategia ostruzionistica» contro la Autolinee Toscane (AT) società fiorentina controllata da Rapt, colosso francese dei trasporti. Il rischio reale di questa strategia sarebbe «un danno grave e irreparabile alla concorrenza perché le condotte delle aziende toscane hanno già ostacolato e continuano a ostacolare il subentro di Autolinee Toscane». I danni - secondo Antitrust - sarebbero sia per la Regione che continuerebbe a pagare di più per garantire il trasporto pubblico locale, sia per i passeggeri che avrebbero un servizio peggiore e più caro. Perché? Lo spiega Antitrust nella ricostruzione che precede la diffida. Dal 2016, quando la gara è stata assegnata per la prima volta, Mobit (e poi One scarl) hanno fatto di tutto per impedire l'assegnazione ad AT: ricorsi a Tar, Consiglio di Stato contro qualunque atto prodotto dalla Regione; poi «comportamenti ostruzionistici e dilatori relativi» per evitare il subentro di At nella gestione del servizio. Gli esempi non mancano: «la completa evasione - scrive Antitrust - delle pratiche di sanatoria edilizia, urbanistica e catastale» indispensabili per il passaggio di proprietà dei beni immobili. Oppure la mancata trasmissione dei dati che consente il monitoraggio digitale (la tracciabilità) della posizione dei bus in tempo reale e la proiezione delle informazioni sulle paline alle fermate. O ancora il mancato trasferimento del "codice univoco" che consente di associare gli utenti agli abbonamenti. La conseguenza di questi comportamenti - valuta Antitrust - comporta il danno per la concorrenza. Infatti, malgrado perfino la giustizia europea abbia stabilito che la gara è stata vinta in modo regolare da AT, Mobit e soci continuano a presentare ricorsi su ricorsi «volendo mantenere quella posizione di monopolio che hanno avuto nelle proprie zone di riferimento in Toscana», rileva l'Autorità di garanzia della Concorrenza. Non c'è solo questo. L'ostruzionismo di Mobit/One - evidenzia -Antitrust - costringe la Regione a spendere per il trasporto pubblico più soldi di quelli che dovrebbe. Sia perché non applica i costi ridotti previsti con la gara (grazie al ribasso d'asta), sia perché - scaduto ormai dal fine 2017 il "contratto ponte" stipulato con i gestori sconfitti - ora la Regione è costretta a garantire il servizio con atti d'obbligo. A costi più alti per le casse pubbliche. Oltretutto - il ritardo nell'affidamento del servizio (che dal 1° gennaio 2020 è slittato al 1° luglio e ora ad agosto) - impedisce alla Regione di «riorganizzare il servizio di bus prima dell'inizio di settembre e quindi dell'inizio delle scuole». Mobit/One hanno presentato memorie difensive ad antitrust, facendo anche presente di aver fornito «quasi tutti i dati» e di aver omesso solo quelli «non necessari al passaggio del servizio». Ma l'Autorità replica che non è così. E che già nella difesa c'è l'ammissione di non aver ottemperato a tutti gli obblighi richiesti. Ma soprattutto Antitrust contesta «comportamenti omissivi e dilatori... l'elevata probabilità di sussistenza di condotte abusive e il rischio reale di un danno grave e irreparabile alla concorrenza». --