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02/02/2021

Antinfluenzale, l’ultimo bando è finito nel nulla

Brescia Oggi

IL CASO. Indetto il 30 novembre, lo ha vinto una società di Roma creata qualche giorno prima
La consegna di 515 mila dosi fissata al 15 gennaio, ma il 7 la Regione ha comunicato che ne bastavano 50 mila revocando l'aggiudicazione
Non si capisce se la Regione abbia sbagliato più prima o più dopo. Fermo restando che tutta la partita dei vaccini non è stata certo un esempio di buona gestione. La vicenda è quella del tredicesimo bando per l'acquisto dei vaccini antinfluenzali.Hanno partecipato in tre, e ha vinto il meno peggio, l'unico che aveva un minimo di requisiti, almeno all'apparenza: Solstar Italia. Una società che si è formata qualche settimana prima della pubblicazione della procedura negoziata d'urgenza, e che, lo ha capito benissimo anche la Regione, era lì per raccattare vaccini sul mercato - mica li produce - e rivenderli al Pirellone. DEL RESTO, il prezzo era conveniente - per l'operatore non per la Regione e in ultima analisi per il contribuente -: 15,90 euro a dose. A dicembre doveva consegnarne 50 mila e a metà gennaio 515 mila. Inutile dire che a metà gennaio vaccinarsi contro l'influenza è abbastanza inutile, lo sapevano un po' tutti, ma sta di fatto che quelli erano gli accordi. Anche se in filigrana e neanche poi tanto in filigrana, si leggeva che non c'era sostanza e sarebbe saltato tutto. E infatti è quello che è successo. Sarà che gennaio era tardi, sarà che l'affidabilità della Solstar Italia non convinceva, resta che la Lombardia poteva accorgersene all'inizio di dicembre e risparmiare a tutti, operatore e vaccinandi lombardi, il flop dell'appuntamento (mancato) con la fornitura del 15 gennaio. La Solstar peraltro - scrive il verbale con il quale è stata chiusa la pratica - alla richiesta di fornire la documentazione per firmare la convenzione non ha mai risposto. Ma è lo stesso responsabile del procedimento nominato dalla Regione che dice che neppure l'assessorato, allora guidato da Giulio Gallera, ha indicato con precisione i quantitativi di Vaxigrip Tetra (questa la tipologia di vaccino), cosa necessaria per determinare la cauzione. CHE FOSSE affidabile o no Solstar Italia, che avesse mangiato la foglia o no la Regione, il 28 di dicembre la Giunta Fontana decide di comunicare alla società romana una riduzione del quantitativo. In altre parole, non le occorrono più 515 mila dosi ma solo 100 mila. Poco più di una settimana dopo - il 15 gennaio, data di scadenza della consegna è ormai alle porte - la Direzione Welfare lombarda comunica una ulteriore riduzione del quantitativo: ora alla Regione bastano cinquantamila vaccini. A questo punto, l'operatore, con sede in via Tuscolana nella Capitale, risponde. E lo fa, secondo quanto riportato a verbale, con le seguenti parole: «La riduzione del quantitativo di vaccini antinfluenzali comunicato dall'Ente in data 28 dicembre 2020, la quale ha portato da 565.000 vaccini antinfluenzali previsti in gara d'appalto, a 100.000 unità e la successiva comunicazione del 7 gennaio 2021 che ne riduceva ulteriormente il quantitativo da 100.000 a 50.000 ha inciso fortemente sul servizio che ci ha visti impegnati». Come dire, non se ne fa più niente. Che è poi quello che aspettano tutti. Difatti, il 18 gennaio, tre giorni dopo il termine fissato per la consegna, il responsabile unico del procedimento propone la revoca nei confronti di Solstar Italia dell'aggiudicazione del bando pubblicato a fine novembre. Proposta che viene fatta propria dal direttore di Aria, l'azienda regionale che gestisce gli appalti pubblici per Regione Lombardia. Con la revoca, che per lo meno non si è portata dietro una spesa inutile da parte della Regione, si è chiusa la vicenda del tredicesimo e ultimo bando regionale per reperire i vaccini antinfluenzali. Certo che ordinare 515mila vaccini per gennaio per accorgersi, a gennaio, che non servono più non è un capolavoro di lungimiranza . © RIPRODUZIONE RISERVATA