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01/07/2021

Anticorruzione, la riforma prende tempo e parte dalle regole sugli appalti

Il Sole 24 Ore

FUORI ONDA PA E TRASPARENZA
Ci vorrà qualche settimana in più per dare il via alla legge delega di riforma delle norme anticorruzione nella Pa. Il lavoro sul tema, previsto dal Pnrr, avverrà in due mosse: prima la legge delega sugli appalti, annunciata nei giorni scorsi dal ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini, e poi la riforma delle regole su trasparenza, incompatibilità e inconferibilità su cui sta lavorando il ministero per la Pa guidato da Renato Brunetta. A Palazzo Vidoni, in realtà, un primo testo con i princìpi della delega era in fase di costruzione piuttosto avanzata, con l'obiettivo di tradurre in norma i criteri di semplificazione già abbozzati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il traffico normativo di queste settimane, accresciuto dal decreto su fisco e lavoro atteso oggi in consiglio dei ministri, ha però spinto Palazzo Chigi a spostare un po' più in là la casella dell'anticorruzione. Anche perché il tema non è dei più semplici da trattare sul piano politico, in una maggioranza che in questi giorni è già surriscaldata in area Cinque Stelle dallo scontro fra l'ex premier Conte e Beppe Grillo e dalla decisione della cabina di regia di sospendere per sei mesi il cashback.

Proprio sull'anticorruzione l'intreccio fra tabù politici da non toccare e problemi operativi a cui mettere mano è particolarmente fitto. L'obiettivo dichiarato del governo è di ripensare le norme su inconferibilità degli incarichi e incompatibilità con i ruoli politici, e semplificare la massa di obblighi di trasparenza che schiaccia le amministrazioni (soprattutto gli enti più piccoli) e inonda i siti Internet delle Pa di dati spesso incomprensibili ai non addetti ai lavori. Sul tavolo della discussione ripiomberà poi il problema dell'eccesso di responsabilità lamentato dai sindaci. Ad arricchire un menù già complicato da gestire.

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