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07/12/2018

Anticipazione prezzi pure per lavori sotto soglia Ue

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

La stazione appaltante deve pagarla sempre all'appaltatore
L'anticipazione prezzi per gli appalti di lavori non può essere limitata ai soli appalti sopra la soglia Ue di 5,5 milioni; non è vero che l'obbligo di corresponsione dell'anticipazione da parte della stazione appaltante all'appaltatore non si applica alle procedure di importo inferiore alla soglia Ue. Lo ha affermato l'Autorità nazionale anticorruzione con il parere di precontenzioso di cui alla delibera 1050 del 14 novembre 2018. Il committente aveva sostenuto che il divieto di anticipazione del prezzo inserito nel capitolato speciale d'appalto relativo ad una gara di importo di circa un milione di euro sarebbe pienamente valido alla luce di un'interpretazione sistematica del testo di legge. Infatti, sempre secondo la stazione appaltante, l'art. 35 che prevede al comma 18 l'obbligo di corresponsione dell'anticipazione da parte della stazione appaltante all'appaltatore riguarda le procedure sopra soglia comunitaria e sembrerebbe non applicarsi alla procedura di cui all'oggetto che invece è di importo inferiore a tale soglia e quindi disciplinata dal successivo art. 36 in cui dell'anticipazione del prezzo non si fa menzione. L'Autorità ha affermato invece che l'anticipazione spetta in ogni caso, «indipendentemente dalla richiesta dell'impresa, entro sei mesi dalla data dell'offerta». L'Anac innanzitutto ricostruisce la natura dell'istituto evidenziandone la fi nalità di consentire all'appaltatore di affrontare le spese iniziali necessarie all'esecuzione del contratto è stato oggetto di numerose modifi che normative. L'anticipazione, dopo che nel 2013, per favorire gli investimenti e dare impulso all'imprenditoria, in una fase di stagnazione economica e di crisi del mercato, è stata ripristinata sia pure temporaneamente nell'importo del 10%, poi del 20%. Con l'entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti di cui al dlgs n. 50/2016, al comma 18, dell'articolo 35 viene istituzionalizzata l'anticipazione del 20% calcolata non più sull'importo contrattuale, come nella corrispondente previsione del vecchio Regolamento all'art. 140, dpr 207/2010, ma sul «valore stimato dell'appalto». È precisato, per altro, che tale anticipazione deve essere corrisposta all'appaltatore entro quindici giorni dall'effettivo inizio dei lavori ed è subordinata alla costituzione di garanzia fi deiussoria bancaria o assicurativa di importo pari all'anticipazione maggiorato del tasso di interesse. La norma di cui all'articolo 35 ha quindi valenza generale e «la ratio che sorregge il principio di anticipazione delle somme erogate dall'amministrazione è di dare impulso all'iniziativa imprenditoriale, assicurando la disponibilità delle stesse nella delicata fase di avvio dei lavori e di perseguire il pubblico interesse alla corretta e tempestiva esecuzione del contratto». A nulla vale quindi invocare il divieto di cui alla «tacitamente abrogata» legge nel decreto legge n. 79/1997, peraltro «non avrebbe senso», ha proseguito l'Anac, «precludere tale facoltà di accesso all'anticipazione per affi damenti di importo inferiore che spesso vedono protagoniste imprese di dimensioni medio piccole e più tutelate dal legislatore». © Riproduzione riservata

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