MENU
Chiudi
05/01/2019

Annullato l’appalto per la scuola media

Il Centro

Alba Adriatica, il Tar accoglie il ricorso presentato dalla ditta arrivata seconda nella gara da un milione 400mila euro
di Luca Tomassoni ALBA ADRIATICA Clamoroso stop ai lavori per la realizzazione della nuova scuola media di Alba Adriatica: il Tar de L'Aquila ha accolto il ricorso della ditta arrivata seconda nella gara d'appalto, ritenendo fondata la richiesta di annullamento degli atti di aggiudicazione. Rischiano di allungarsi e di non poco, quindi, i tempi di realizzazione del nuovo edificio di via Duca d'Aosta, necessario per far uscire l'istituto scolastico cittadino dall'emergenza dovuta alla carenza di aule disponibili per i suoi studenti. L'apertura era prevista per il 2020. L'iter burocratico esaminato dai giudici del Tar è quello per il secondo stralcio dei lavori di demolizione e ricostruzione della scuola Enrico Fermi, da un milione 700mila euro. L'appalto, gestito per conto del Comune dalla centrale unica di committenza dell'Unione dei Comuni della Val Vibrata e aggiudicato l'estate scorsa, prevedeva una base d'asta di un milione 400mila euro. A vincere la gara è stata una ditta di Sant'Omero in collaborazione con una di Brescia, che ha presentato offerta di ribasso del 18,5% e ottenuto il punteggio migliore. A fine settembre, però, a lavori già iniziati, la società di Ravenna giunta al secondo posto ha deciso di impugnare davanti ai giudici i verbali di gara, ma anche la nota di stipula del contratto di appalto e la determina conseguente dell'ufficio lavori pubblici del Comune, oltre a ogni atto connesso e consequenziale. Oggetto del ricorso era il punteggio assegnato dalla commissione alla ditta vincente, giudicato troppo alto. Dal municipio albense in questi mesi è sempre emerso un sentimento di fiducia verso un esito positivo del contenzioso. Fiducia vana, visto che nei giorni scorsi il Tar ha giudicato fondato il ricorso della ditta di Ravenna e condannato il Comune e la ditta santomerese a pagare le spese legali. Nelle motivazioni della sentenza, i giudici segnalano «informazioni fuorvianti» scritte dalla ditta aggiudicataria nell'offerta presentata per la gara, in merito a diversi criteri di assegnazione del punteggio finale: il peso totale dei materiali necessari per costruire l'edificio, la percentuale proveniente da fonti sostenibili e quella reperibile tramite via ferroviaria o entro i 150 chilometri dal cantiere. Su quest'ultimo punto, i giudici segnalano anche una «un'intenzionale omissione» nel calcolo dei chilometri dal luogo di approvvigionamento dei materiali a quello di fornitura. Dai giudici anche una stoccata verso chi avrebbe dovuto controllare: «La sola constatazione di tale intenzionale omissione avrebbe reso quanto mai necessario sottoporre a verifica l'affidabilità della proponente, in specie mancata». Le conseguenze della sentenza sono diverse. Oltre agli ovvi disagi e al danno economico per il Comune di Alba Adriatica, la vicenda colpisce anche l'immagine dell'Unione dei comuni della Val Vibrata, sebbene quest'ultima non si sia costituita in giudizio nel ricorso. Sia la centrale vibratiana di committenza degli appalti che la ditta di Sant'Omero, del resto, condividono gli stessi ruoli di stazione appaltante e di ditta aggiudicataria in un'altra opera pubblica al centro di una bufera mediatica: la pista ciclabile lungo il Vibrata, che vede alcuni proprietari dei terreni espropriati minacciare esposti alla magistratura.

Foto: Il cantiere della scuola media di Alba Adriatica

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore